Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Aggressione nel carcere di Brindisi: detenuto ferisce ispettore di Polizia

Ferite al braccio e alla schiena provocate con delle lamette. Il sindacato Osapp: "Sistema penitenziario sempre più alla deriva"

BRINDISI - Un ispettore di Polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere di Brindisi aggredito con una lametta da un detenuto brindisino. Il sindacato Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) rende noto un grave episodio che si è verificato nei giorni sorsi all’interno della casa circondariale di via Appia. Il malcapitato avrebbe riportato ferite non gravi a un braccio e alla schiena. L’aggressore, in carcere per reati contro il patrimonio, ha utilizzato delle lamette rudimentali. Pochi giorni fa un’altra aggressione si era verificata nel carcere di Lecce. Ruggiero Damato, segretario regionale del sindacato, parla di un “sistema penitenziario sempre più alla deriva”. Gli eventi critici – si legge in una nota dell’Osapp - degli ultimi giorni dal Nord al Sud, gli eventi criminosi verificatesi nel periodo Ccovi19, e non solo, stanno caratterizzando e determinano lo stato di malessere del Corpo di Polizia Penitenziaria e di tutto l'apparato sicurezza, che solo grazie allo spirito di sacrificio abnegazione senso di appartenenza e l'alta professionalità garantiscono scorrimento e fluidità dei servizi annessi carcere e territorio in particolare la Puglia”. “Mai come in questo periodo – continua Damato - viviamo un drammatico momento di completo stato di abbandono e la Polizia Penitenziaria si trova sempre più sola e in condizioni disumane a risolvere le criticità che si presentano nel quotidiano con grave penuria di personale senza strumenti e mezzi anche nel far fronte al totale fallimento del superamento Opg e servizio sanitario penitenziario”.

Pasquale Montesano, segretario generale aggiunto dell’Osapp, dichiara: “Da tempo l’Osapp. continua a denunciare lo stato di malessere cui vivono uomini e donne della Polizia Penitenziaria della regione Puglia, nella totale sordità del mondo politico, del ministro e chi ha responsabilità dell’amministrazione Penitenziaria. Il nostro plauso continua ad andare agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria che nonostante le notevoli difficolta continuano a garantire l’ordine sicurezza e trattamento nell’ambito delle strutture territoriali. L’evento di Brindisi registra come l’impunita dei soggetti costituisca deterrente per perseverare nella sofferenza al regime penitenziario e il poco attenersi alle regole democratiche delle leggi dello Stato da parte di altissima percentuale detenuti”. 

“Quanto sta accadendo – prosegue Montesano - è inammissibile e intollerabile e ci risulta assai difficile comprendere come la politica sia in silenzio assordante sugli annosi problemi delle carceri pugliesi. Chiediamo che la ministra della Giustizia Cartabia dichiari lo stato si emergenza e convochi un tavolo per affrontare concretamente e in modo definitivo i problemi più urgenti quali: le reiterate e gravissime aggressioni nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria nelle carceri pugliesi e non solo; la grave carenza di organico; il rinnovo del contratto ormai scaduto da tempo; il gravissimo sovraffollamento di tutti gli Istituti penitenziari della regione Puglia e di tutto il territorio nazionale”. Alla luce dei recenti episodi Montesano denuncia un “salto di qualità che le organizzazione criminali stanno adottando in termini di strategia della tensione e della intimidazione nei confronti del Corpo di polizia che, pressoché abbandonato a se stesso, gestisce la precaria sicurezza delle carceri e garantisce all’interno delle stesse il rispetto della legalità e la tutela degli interessi della collettività nazionale, mentre tutti gli eletti dal Popolo che formano l'attuale governo poco hanno fatto se non peggiorate le gravissime carenze che da troppo tempo attanagliano il sistema penitenziario e alla sicurezza pubblica, perché il carcere oltre a rieducare e baluardo di sicurezza per il popolo”. 

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