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Claudio Calò

Claudio Calò

Detenzione e spaccio, arresti a Brindisi

BRINDISI – Vendono due grammi di marijuana ad un “cliente”, e intervengono subito i carabinieri del Norm di Brindisi che stavano sorvegliando l’abitazione dei due soggetti, sospettandoli fortemente di attività di spaccio. E’ accaduto ieri nel capoluogo dove i militari del Reparto operativo radiomobile della compagnia cittadina, in abiti civili, hanno dichiarato in arresto Nicola Giove di 34 anni e Dario Margherita di 29 anni, al termine di una perquisizione nell’abitazione dei sospettati, che ha condotto alla scoperta anche di undici dosi di cocaina e al materiale per pesare e confezionare la droga.

BRINDISI - Vendono due grammi di marijuana ad un "cliente", e intervengono subito i carabinieri del Norm di Brindisi che stavano sorvegliando l'abitazione dei due soggetti, sospettandoli fortemente di attività di spaccio. E' accaduto ieri nel capoluogo dove i militari del Reparto operativo radiomobile della compagnia cittadina, in abiti civili, hanno dichiarato in arresto Nicola Giove di 34 anni e Dario Margherita di 29 anni, al termine di una perquisizione nell'abitazione dei sospettati, che ha condotto alla scoperta anche di undici dosi di cocaina e al materiale per pesare e confezionare la droga.

Al momento dell'intervento, è stato anche bloccato e controllato l'acquirente della marijuana, A.M. di 31 anni, anch'egli brindisino, poi segnalato come assuntore all'apposito servizio della prefettura. In casa di Giove e Margherita invece c'erano le dosi di cocaina (per 5 grammi in tutto), nascoste in un pacchetto di Chesterfield, e il piccolo kit per trattare e confezionare le dosi. Giove e l'amico sono stati trasferiti al carcere di Brindisi.

Sempre nel capoluogo, ieri i carabinieri del Norm hanno condotto il carcere Claudio Calò di 40 anni, già detenuto ai domiciliari, e sempre per questioni di droga. Calò, infatti, il 30 ottobre scorso durante una perquisizione domiciliare era stato trovato in possesso di 12 grammi di hascisc, detenuti - secondo gli investigatori - ai fini di spaccio. Ciò ha indotto il tribunale di Brindisi a revocare a Claudio Calò il beneficio degli arresti domiciliari e ripristinare la custodia cautelare in carcere.

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