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Di Bari commosso: "Innocente, non mi dimetto"

BRINDISI - Visibilmente commosso si è detto innocente, fiducioso nell'appello e perplesso sulla legge Severino che non tiene conto della presunzione di innocenza. Ha poi spiegato che, molto probabilmente, non ricorrerà al Tar per contestare il provvedimento e che non si dimetterà per non consegnare Fasano nelle mani di un commissario.

BRINDISI - Visibilmente commosso si è detto innocente, fiducioso nell'appello e perplesso sulla legge Severino che non tiene conto della presunzione di innocenza. Ha poi spiegato che, molto probabilmente, non ricorrerà al Tar per contestare il provvedimento e che non si dimetterà per non consegnare Fasano nelle mani di un commissario. Lello Di Bari, primo cittadino fino a questa mattina, ha incontrato i giornalisti presso il municipio. Accanto a lui l'intera giunta comunale, incluso il vicesindaco Gianleo Moncalvo cui toccherà da oggi in poi governare.

Il 13 febbraio scorso Di Bari è stato condannato dal gup di Brindisi Maurizio Saso a otto mesi con pena sospesa per abuso d'ufficio in merito all'affidamento dell'incarico di redazione del piano di recupero del centro storico della città del Brindisino. Insieme a Di Bari è stato anche ritenuto colpevole di abuso d'ufficio e falso il consigliere regionale del Pd Fabiano Amati (per lui la pena è ben più alta, un anno e otto mesi, tenuto conto anche dello sconto di un terzo previsto del rito abbreviato), che all'epoca dei fatti, nel 2009, era consigliere comunale di opposizione e si occupò della redazione del piano relativo a un'area di Fasano in cui v'erano immobili appartenenti a suoi famigliari.

Anche per Amati giungerà il medesimo provvedimento ma l'iter previsto è ben più lungo e prevede che si esprima il ministero prima e che ratifichi poi il consiglio regionale. Potrebbe quindi arrivare dopo il 2015, termine della consiliatura, e avere soltanto effetti sulla "candidabilità" del consigliere. "Mi lascia, senza alcun dubbio, sereno - ha detto Di Bari - in quanto so di aver agito nel rispetto della legge ed in perfetta buona fede, ma nello stesso tempo perplesso sui contenuti della legge Severino. Nel nostro Paese ogni cittadino è ritenuto innocente - ha continuato Di Bari - sino alla condanna definitiva. In questo caso, invece, è bastata una prima sentenza per fare attuare il provvedimento. In ogni caso, esprimo la rinnovata fiducia nella magistratura, nel suo complesso".

Il sindaco ha poi affermato di riporre fiducia ed avere serenità anche "perché la stessa capacità ed esperienza per andare avanti la riconosco a tutti i consiglieri di maggioranza; confido nel loro senso di responsabilità in un momento così particolare ma soprattutto nella buona volontà di tutti nel proseguire il cammino che abbiamo tracciato, negli anni passati, insieme ai nostri concittadini. Non sarà certo una sospensione ad interrompere questo cammino che sta facendo registrare grandi risultati ad una città che vuole continuare a crescere".

Di Bari, poi, ha voluto sottolineare che "in queste ore si è scatenata sui miei telefonini e sui social network una vera e propria gara di solidarietà (e di questo ringrazio tutti gli amici che sentono la necessità di manifestarmi la loro vicinanza), ma si è anche scatenata, come sempre succede, la gara a chi fa il commento più idiota; raccomando a tutti voi (ha detto, rivolgendosi agli assessori ed ai consiglieri comunali di maggioranza presenti in sala, ndr) di mantenere la calma, di ignorare le provocazioni che sicuramente ci saranno e di andare avanti per la nostra strada perché posso assicurarvi che, mai come ora, continuerò ad essere vicino, nel rispetto di quanto mi viene consentito, alla città, alle sue esigenze nonché all'intera giunta che potrà disporre dell'esperienza che ho acquisita in questi anni".

Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti ha chiarito che non potrà partecipare ai consigli comunali, né ai lavori di giunta; ha anche sottolineato che, con i suoi collaboratori, non ha ancora pensato se impugnare il provvedimento di sospensione del prefetto ed ha spiegato che non intende dimettersi dalla carica di sindaco «perché non ho nulla di cui rimproverarmi e, poi, resto fiducioso sull'esito dell'appello: non ho fatto nulla, se non affidare una delega al completamento dell'iter sul Piano di recupero del centro storico al leader dell'opposizione, nel 2009, in Consiglio comunale, ossia all'attuale consigliere regionale Fabiano Amati.

Assicuro che le indennità di carica da sindaco già maturate a febbraio ed a marzo saranno destinate al restyling della villa comunale, come promesso ai ragazzi dell'Azione cattolica - ha aggiunto Di Bari - e che anticiperò con i miei soldi anche i fondi che occorreranno da aprile in poi".

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