Cronaca

Die Hard: otto condanne in Appello. Pene ridotte nei confronti di tre imputati

Pene ridotte in Appello nei confronti di una parte delle persone coinvolte nel processo scaturito dall'operazione Die Hard, sui clan della Scu che hanno tentato di imporre la propria legge a diverse aziende del territorio, alcune delle quali attive nel settore della sanità. La sentenza riguarda otto imputati

BRINDISI – Pene ridotte in Appello nei confronti di una parte delle persone coinvolte nel processo scaturito dall’operazione Die Hard, sui clan della Scu che hanno tentato di imporre la propria legge a diverse aziende del territorio, alcune delle quali attive nel settore della sanità. La sentenza riguarda otto imputati.

Antonio Centonze, 47 anni, di Brindisi, difeso da Giuseppe Guastella e Ladislao Massari, ha ottenuto una riduzione da sei anni di reclusione a quattro anni di reclusione, con derubricazione del capo di imputazione da estorsione a violenza privata. Il collaboratore di giustizia Francesco Gravina, detto Gabibbo, di Mesagne, tenuto conto di uno sconto di pena che gli è stato riconosciuto in virtù proprio della collaborazione, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione e a una mula di 2mila euro, rispetto ai 10 anni inflitti in primo grado. 

Ha ottenuto una riduzione della pena anche Marco Petrachi, 28 anni di Brindisi, difeso da Ladislao Massari, condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione, a fronte dei 5 anni e 4 mesi del primo grado di giudizio, con riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante. Rosario Capodieci, 36 anni, di Mesagne, è stato condannato a 9 anni e a 2mila 600 euro di multa, rispetto agli otto anni inflitti in primo grado, per effetto di un cumulo legato al riconoscimento della continuazione fra due sentenze. 

Sono state confermate invece le condanne emesse in primo grado a carico di: Nicola Destino, 27 anni, di Mesagne (10 anni); Cosimo Giovanni Guarini, 36 anni, di Mesagne (4 anni) in primo grado;  Marcello Romano, 38 anni, di Mesagne (6 anni e 6 mesi) in primo grado; Giovanni Longo, 42 anni, di Mesagne (10 anni).

Il blitz, denominato Die Hard, fu eseguito dalla Squadra mobile di Brindisi nel maggio 2012 con sedici arresti. Nel processo, le imprese del clan Scu del terzo millennio guidato da Daniele Vicientino ed Ercole Penna, che avevano abolito i vecchi rituali di affiliazione consegnandoli all'archeologia giudiziaria, ma avevano alzato il tiro imponendo assunzioni a società di servizi ospedalieri come Manutencoop, o chiedendo tangenti ad imprese impegnate in lavori pubblici, ed il pizzo a supermercati, aziende come la Taf Pneumatici, e colpendo con attentati chi resisteva, come l'imprenditore Luigi Devicienti, o i commercianti Pasquale Greco e Cosimo Scalera.

"Tutto ciò - si legge ancora nel capo di imputazione - al fine di realizzare profitti e vantaggi ingiusti per sé e per altri, assumendo controllo o esigendo il rendiconto di qualsiasi attività illecita da chiunque svolta sul territorio e comportante significativi profitti, inoltre, una volta divenuta di pubblico dominio la notizia della collaborazione con la giustizia di Ercole Penna, organizzavano e comunque partecipavano a una serie di attentati volti a ribadire la permanente operatività dell'associazione e la sua immutata forza intimidatrice".

Il collegio difensivo è costituito dagli avvocati Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Paolo D’Amico, Marcello Marasco, Gianfrancesco Castrignanò. 

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