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Cronaca

“Die Hard”: primi interrogatori

Sette interrogati sui sedici tra gli esponenti della Scu arrestati nell'ambito dell'operazione “Die Hard” condotta dalla polizia di Stato e dalla Direzione distrettuale antimafia per fare terra bruciata attorno a vecchi capi e nuove leve dell'associazione mafiosa. Nel corso della prima trance di interrogatori di garanzia per la convalida dei fermi disposti, svolti alla presenza del pm Antimafia Alberto Santacatterina e il gip Alcide Maritati, sei rispondono negando e respingendo ogni addebito, uno fa scena muta.

Sette interrogati sui sedici tra gli esponenti della Scu arrestati nell'ambito dell'operazione "Die Hard" condotta dalla polizia di Stato e dalla Direzione distrettuale antimafia per fare terra bruciata attorno a vecchi capi e nuove leve dell'associazione mafiosa. Nel corso della prima trance di interrogatori di garanzia per la convalida dei fermi disposti, svolti alla presenza del pm Antimafia Alberto Santacatterina e del gip Alcide Maritati, sei rispondono negando e respingendo ogni addebito, uno fa scena muta.

In quest'ultimo caso si tratta di Antonio Centonze assistito dall'avvocato Giuseppe Guastella. Insieme con lui sono comparsi dinanzi al giudice per l'interrogatorio di garanzia Ivan Carriero, difeso dall'avvocato Marcello Falcone, l'imprenditore Antonio Centonze, difeso dall'avvocato Giuseppe Guastella, Francasco Gravina- detto pizzaleo, difeso da Falcone, e Francesco Gravina- detto gabibbo, difeso da Elvia Belmonte, Alessandro Perez, difeso dall'avvocato Serafino De Bonis, Vincenzo Solazzo, difeso dagli avvocati Rosanna Saracino e Marcello Falcone, e Nicola Destino difeso da De Bonis.

Ha preferito non rispondere l'imprenditore edile brindisino Centonze, già coinvolto dal pentito Penna e arrestato nell'operazione «Last minute», indicato come un fiancheggiatore di rilievo della Scu. In questa vicenda è stato arrestato perché avrebbe fatto da «intermediatore» tra la Scu di Penna e un'azienda che opera nell'ospedale Perrino (prima L'Ancora, poi la Manutencoop) per costringerla ad assumere tre persone vicine ad affiliati alla Scu.

Gli altri invece hanno risposto alle domande ma hanno respinto gli addebiti. Domani i nuovi interrogatori. Massimo Pasimeni, difeso da Falcone, sarà interrogato per rogatoria nel carcere di Asti, dov'è recluso; Vito Stano, difeso dall'avvocato Giancarlo Camassa e Tobia Parisi, difeso da Raffaele Missere, saranno sentiti - sempre per rogatoria - nel carcere di Taranto.

Le ordinanze, richieste dal sostituto procuratore antimafia Alberto Santacatterina ed emesse da Alcide Maritati hanno riguardato sedici persone, alcune già recluse, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni e attentati.

Si tratta di Rosario Capodieci, 33 anni; Ivan Carriero, 30 anni, mesagnesi; Antonio Centonze, 44 anni, di Brindisi; Nicola Destino, 24 anni; Francesco Gravina, 53 anni, soprannominato «pizzaleo»; Francesco Gravina, 33 anni, soprannominato per la sua stazza «gabibbo»; Cosimo Giovanni Guarino, 35 anni; Giovanni Longo, 39 anni; Tobia Parisi, 31 anni; Massimo Pasimeni, 44 anni; Alessandro Perez, 24 anni, mesagnesi; Marco Petrachi, 25 anni, di Brindisi; Marcello Romano, 35 anni; Vito Stano, 33 anni; Giuseppe Stranieri, 40 anni, e Vincenzo Solazzo, 41 anni, mesagnesi.

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