Cronaca Via Napoli

Dieci operatori del 118 lasciati a casa. Sit in di protesta: "L'Asl deve aiutarci"

Ancora licenziamenti, ancora proteste. A perdere il posto di lavoro questa volta 10 dipendenti dell’Associazione di Volontariato Soccorso Puglia, convenzionata con l’Asl per la quale gestisce alcune postazioni 118. I 10 dipendenti, 9 con contratto a tempo indeterminato full time e 1 a tempo indeterminato parziale,hanno, da questa mattina, organizzato un sit in di protesta

BRINDISI - Ancora licenziamenti, ancora proteste. A perdere il posto di lavoro questa volta 10 dipendenti dell’Associazione di Volontariato Soccorso Puglia, convenzionata con l’Asl per la quale gestisce alcune postazioni 118. I 10 dipendenti, 9 con contratto a tempo indeterminato full time e 1 a tempo indeterminato parziale, dopo aver ricevuto una lettera di licenziamento, hanno, da questa mattina, organizzato un sit in di protesta negli uffici dell’Asl di via Napoli, al quartiere Casale.

“Noi da qui non ci muoviamo - dichiara a BrindisiReport-it Antonio Macchia, responsabile provinciale Cgil, sindacato che si sta occupando del caso - IMG_0848-2abbiamo parlato con il direttore generale dell’Asl che ci ha assicurato la massima disponibilità. Da parte nostra abbiamo chiesto, tramite una missiva, a tutti gli organi istituzionali  di risolvere questa incresciosa situazione, evidenziando le problematiche che la privatizzazione del settore sanitario, nel caso specifico il Servizio di Emergenza Territoriale 118, porta con se”.

LA VIDEONTERVISTA AL SINDACALISTA ANTONIO MACCHIA

L’Associazione di Volontariato Soccorso Puglia gestisce tre diverse postazioni: 2 a Brindisi e una a Carovigno.  “In un anno, dati alla mano, abbiamo effettuato circa 3000 uscite con i mezzi - dice uno dei lavoratori presenti al sit-in - il nostro servizio è indispensabile e, soprattutto, svolto in maniera impeccabile. Vogliamo tornare a lavorare, L’Asl deve aiutarci”.

“Il delicato tema che si sta trattando  - si legge in una nota della Fp Cgil - riguarda probabilmente gli effetti prodotti negli anni dall’impronta privatistica attuata in ambito sanitario, con particolare riferimento al Servizio di Emergenza Territoriale 118, che deve, invece, essere riportato alla mano pubblica”.
“La Fp Cgil – si legge ancora nel comunicato sindacale - ritenendo di rappresentare i lavoratori e presumendo una sintonia ideologica politica con l’attuale governo regionale, si batte da tempo affinché il Servizio 118 abbia al suo interno operatori strutturati contrattualmente possibilmente direttamente con la Asl. Ovvero con la internalizzazione del Sistema. 

“È di quotidiana evidenza pubblica  . si legge ancora nella nota sindacale - il malcontento esistente in ambito regionale - all’interno di diverse associazioni, che ha portato alla pubblicazione di numerosi articoli, che danno risalto ad una serie di gravi problematiche, i cui effetti hanno una pluralità di conseguenze negative su tutto il sistema sanitario regionale”.

“L’attuale sistema emergenza\urgenza 118  - prosegue la Cgil - è portato avanti principalmente da operatori 'volontari', che sebbene svolgano con grande dedizione e professionalità il loro lavoro, non hanno una benché minima garanzia assicurativo-previdenziale, oltre che economica”.

“Ma tale situazione – conclude l'organizzazione sindacale - già di per sé estremamente grave e delicata, assume, ora, aspetti socialmente ancor più rilevanti, dal momento in cui un’associazione convenzionata 118, decide di licenziare 10 (dieci) onesti lavoratori, donne e uomini, facendoli sprofondare in un profondo baratro senza via d’uscita”.

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