Dietro i kiwi nascoste 13,5 tonnellate di sigarette, due arresti

BRINDISI – Continua la pressione del traffico di sigarette sui porti adriatici, dopo un lungo periodo in cui i Tir con le “bionde” a bordo hanno seguito quasi esclusivamente la rotta della Macedonia e della Serbia per giungere in Europa Occidentale e ai nuovi mercati della Gran Bretagna della Francia, della Spagna e dei Paesi Bassi. Questa mattina la Guardia di Finanza e l’Ufficio delle dogane di Brindisi hanno reso noto il sequestro di 13,5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri avvenuto nella tarda mattinata di sabato, al termine dell’ispezione di due Tir intestati a società bulgare.

Kiwi e sigarette

BRINDISI – Continua la pressione del traffico di sigarette sui porti adriatici, dopo un lungo periodo in cui i Tir con le “bionde” a bordo hanno seguito quasi esclusivamente la rotta della Macedonia e della Serbia per giungere in Europa Occidentale e ai nuovi mercati della Gran Bretagna della Francia, della Spagna e dei Paesi Bassi. Questa mattina la Guardia di Finanza e l’Ufficio delle dogane di Brindisi hanno reso noto il sequestro di 13,5  tonnellate di tabacchi lavorati esteri avvenuto nella tarda mattinata di sabato, al termine dell’ispezione di due Tir intestati a società bulgare.

I Tir con vano di carico frigo, ufficialmente trasportavano kiwi spediti da una ditta greca ad una società inglese. E questo risultava dall’esame visivo, all’apertura dei portelloni. Sono  stati gli scanner in dotazione all’apparato di controllo portuale a rivelare invece ampie zone di segnale disomogeneo su due dei tre camion controllati. Questa evidenza ha fatto scattare il controllo manuale. Il carico è stato progressivamente rimosso: prima kiwi di buona qualità, poi di categoria più scadente, e persino carichi di muffa, infine le scatole che invece della frutta contenevano un mare di sigarette di marca “Bon”. Il valore delle “bionde” scoperte sui due Tir ammonta –secondo gli investigatori- a 3,5 milioni di euro.

Le sigarette di marca BonGli autisti, due russi con passaporto greco, sono stati arrestati. Erano da poco sbarcati dal traghetto “Elli T” proveniente da Patrasso, come il furgone pesante guidato da un bulgaro bloccato dalla Polmare perché aveva un vano segreto con 16mila pacchetti di sigarette. Particolari che corrispondono alla descrizione effettuata della nuova rete del contrabbando internazionale di sigarette effettuata qualche tempo fa dalla Commissione antimafia, che svolse audizioni anche in Grecia con le istituzioni locali preposte alla lotta contro la criminalità finanziaria, e ancora prima dall’indagine del novembre 2001 della Dda di Bari contro l’organizzazione dell’ostunese Albino Prudentino.

Una decina di anni, dopo aver abbandonato la costa brindisina e il Montenegro sotto la pressione dell’Operazione Primavera (marzo 2001), alcune società contrabbandiere come quella dell’ostunese Albino Prudentino avevano concentrato in Grecia sia la logistica che il riciclaggio del denaro, che le alleanze strategiche come quelle con il russo-greco Stilianos Kolosov, che con la malavita serba, attingendo sia ai depositi ai confini tra Grecia e Bulgaria -gestiti da soggetti di origine russa-, che a quelli nelle aree della ex Iugoslavia. Gli investigatori trovarono persino le tracce di un accordo tra Prudentino e Bernardo Provenzano per rifornire di sigarette la mafia siciliana partendo da basi nell’Africa Settentrionale.

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L’operazione di sabato, di cui è stata data notizia oggi, è stata eseguita dallo Svad della dogana di Brindisi e dalla prima compagnia della Guardia di Finanza. Il pm Raffaele Casto ha imposto il riserbo sugli accertamenti in corso, probabilmente con l’ausilio dell’Europol.

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