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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Ceglie Messapica

Dietro la lite mortale al bar un incidente in cui l'omicida avrebbe intascato il risarcimento

CEGLIE MESSAPICA – Una vecchia ruggine per un incidente stradale ha scatenato la furia omicida di Antonio Valente. 38 anni, di Ceglie Messapica, soprannominato “U’ varron”, che ha ammazzato con due coltellate Giuseppe Gioia, 44 anni, elettricista cegliese, sul piazzale antistante il bar Time Out, alla periferia del paese, sulla via per Villa Castelli. Il magistrato inquirente, sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, ha contestato a Valente l’omicidio volontario, aggravato dai futili motivi.

CEGLIE MESSAPICA - Una vecchia ruggine per un incidente stradale ha scatenato la furia omicida di Antonio Valente. 38 anni, di Ceglie Messapica, soprannominato "U' varron", che ha ammazzato con due coltellate Giuseppe Gioia, 44 anni, elettricista cegliese, sul piazzale antistante il bar Time Out, alla periferia del paese, sulla via per Villa Castelli. Il magistrato inquirente, sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, ha contestato a Valente l'omicidio volontario, aggravato dai futili motivi.

E' stato lo stesso magistrato a interrogare, assieme al comandante la Stazione di Ceglie dei carabinieri, maresciallo Sante Convertini, il 38enne, assistito dall'avvocato Aldo Gianfreda. Interrogatorio conclusosi attorno a mezzanotte. Quindi il tempo di sbrigare le pratiche relative al trasferimento in carcere, e a mezzanotte e mezza "u varron" era su un'auto dei carabinieri che a sirene spiegate lo ha tradotto nella struttura penitenziaria di Brindisi. Si concludeva in quel modo una vigilia di Natale di sangue. Con un giovane ammazzato per motivi futili. Così li ha classificati il magistrato inquirente. Ma cerchiamo di ricostruire quello che è avvenuto, partendo dai due protagonisti. Innanzi tutto il morto. Giuseppe Gioia, soprannominato "sacchett", sposato, padre di due bimbi, un maschietto e una femminuccia, fa l'elettricista. Tipo gioviale, sempre pronto alla battuta spiritosa, è alto e robusto, capelli ricci, gelati dietro la nuca con un codino. Non ha precedenti penali. Ieri pomeriggio ha parcheggiato la sua vecchia Jeep Cherokee dinanzi al bar e, come spesso faceva, è entrato salutando tutti. Non immaginava che stava per andare incontro ad un destino assurdamente crudele. Per un vecchio incidente stradale. L'assassino. Antonio Valente è già noto alle forze dell'ordine. Nel 2005 fu arrestato assieme ad altri cegliesi per spaccio di sostanze stupefacenti. Sposato pure lui, soprannominato "u varron", autista alla Monteco da qualche mese, forse un anno, il suo nome compare nella lettera anonima che lo scorso anno, subito dopo l'elezione del sindaco Luigi Caroli (Pdl) alla guida del paese, fu inviata a tante autorità, compresi i carabinieri (l'inchiesta la sta svolgendo la Procura antimafia), nella quale si diceva che c'era stata compra-vendita di voti, si parlava di pregiudicati utilizzati per la campagna elettorale e altro ancora. In quella lettera al numero 18 c'è scritto: "Tale Antonio, soprannominato "u varron", con precedenti penali. Erano all'incirca le 17,30 quando Valente è arrivato dinanzi al bar. Si è avvicinato per fargli gli auguri all'avvocato Cesare Epifani, vice sindaco di Ceglie Messapica, che con i suoi stava nel vicino negozio di articoli sportivi ed era uscito per fumare una sigaretta. Nel bar c'era già l'elettricista. Era al banco e scherzava con l'altra gente che si trovava lì. "E' tardi - diceva -, mia moglie mi sta aspettando per andare a messa mentre sto ancora qua". Cosa sia accaduto i carabinieri di Ceglie l'hanno ricostruito sulla base delle testimonianze. Pare che l'elettricista abbia visto Valente e sia uscito andandogli incontro. Uno scambio di pugni e invettive. Interviene il vice sindaco cercando di separarli. Gioia rientra nel bar. Sembra tutto finito. E invece Valente va in macchina a prendere un coltellino, richiama l'attenzione di Gioia il quale si è gira e dopo un po' si accascia sul marciapiede. Mentre Valente va via. Gli avventori del bar si sono resi conto che Gioia stava male ed hanno chiamato il 118. Pronto intervento che viene contatto anche dal vice sindaco. Quando il soccorso è arrivato l'elettricista è ancora in vita. Lo mettono in ambulanza per trasferirlo all'ospedale di Francavilla Fontana, ma durante il tragitto muore. Quasi certamente per una forte emorragia. Il medico legale Antonio Carusi, ha riscontrato due ferite da taglio: una al petto e un'altra all'addome. L'autopsia sarà effettuata nella giornata di lunedì. I carabinieri non hanno potuto effettuare rilievi di sorta perché proprio in quel momento si è abbattuto su Ceglie un temporale di una incredibile violenza. L'assassino, che nel frattempo era stato individuato, si è presentato in caserma accompagnato dalla moglie e dalla suocera. "Sono stato io ad uccidere 'sacchett' - ha detto -, mi ha aggredito ed ho dovuto difendermi". Subito dopo essere andato via dal luogo dell'omicidio Valente era andato a casa ed aveva raccontato alla moglie cosa aveva fatto. E con lei aveva deciso di consegnarsi ai carabinieri. Una volta arrivato il difensore, Valente ha raccontato il motivo per il quale hanno litigato. Praticamente si tratta di una ruggine per un incidente stradale verificatosi diversi anni fa, quando la moglie di Gioia, al volante di un'auto, tampona valente che si trova a bordo di una moto in una stradina di Ceglie. Al momento Valente non sembra avere riportato danni fisici. Poi si sa come sono questi incidenti. Improvvisamente si avvertono dolori. Fatto sta che Valente finisce con una prognosi di una quarantina di giorni. E ovviamente ottiene il risarcimento del danno. Gioia, dal canto suo, pretenderebbe, per quell'incidente dei soldi. E accusava Valente di essersi fregato tutto. Ovviamente anche su questo i carabinieri nei prossimi giorni andranno a fondo su precisa direttiva del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza che, come già detto, ha contestato all'arrestato l'aggravante dei futili motivi. Per questo incidente, tra l'elettricista e Valente non corre buon sangue e quando capita si beccano. Ma nessuno avrebbe pensato che avrebbe avuto un epilogo così tragico.

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