Cronaca

La difesa del giudice Galiano: "Solo compensi per l'avvocato, nessuna estorsione"

Depositate le memorie difensive, lunedì attesa la decisione del Riesame. Il magistrato si trova nel carcere di Melfi

BRINDISI - Depositate le memorie difensive del giudice Gianmarco Galiano, arrestato il 28 gennaio scorso nell'inchiesta che si è rivelata un terremoto per il Tribunale di Brindisi e per la città di Francavilla Fontana. Un giudice, professionisti stimati e noti imprenditori: tutti finiti nella rete degli inquirenti. La difesa di Gianmarco Galiano, rappresentata dal legale Raul Pellegrini, ha prodotto memorie per 50 pagine. La Procura di Potenza, a vario titolo, ha contestato le accuse di estorsione, corruzione passiva in atti giudiziari, corruzione attiva, associazione per delinquere, riciclaggio, auto-riciclaggio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Ma il caso che ha destato più scalpore è quello di una presunta estorsione ai danni di una coppia con un figlio disabile. Il giudice Galiano avrebbe preteso non solo la parcella per la prestazione di Federica Spina, ma anche 150mila euro. E perché? Lo spiega il padre del bambino agli inquirenti: il magistrato ha richiesto inoltre 150mila euro, altrimenti in virtù del suo potere avrebbe tolto loro la patria potestà del piccolo, dopo che la coppia aveva ottenuto un risarcimento danni perché il bambino era nato con gravi problemi in seguito a un errore medico. La coppia cede alle richieste, padre e madre si dicono letteralmente terrorizzati.

Per la difesa, invece, questo episodio non è un episodio estorsivo. L'avvocato Pellegrini ha prodotto una scrittura privata in cui viene specificato che i 150mila euro sono il saldo della parcella dell'avvocato Federica Spina, all'epoca moglie del giudice Galiano. L'avvocato Spina in un primo momento aveva seguito il caso della famiglia. Poi, nelle cinquanta pagine, la difesa tenta di rispondere colpo su colpo alle accuse degli inquirenti. Intanto, è attesa per luendì 22 febbraio la decisione del Riesame. Galiano e il commercialista Pepe Milizia si trovano ancora reclusi nel carcere di Melfi.

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