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“Diffamò su Facebook due politici”: sindacalista condannato

Antonio De Franco riconosciuto colpevole anche dalla Corte d’Appello per un post sul social network

FRANCAVILLA FONTANA – Un messaggio scritto sul social network Facebook è alla base della condanna del sindacalista Antonio De Franco a 900 euro a titolo di multa, con l’accusa di diffamazione ai danni di due consiglieri comunali, Euprepio Curto e Luigi Vitali, quando entrambi sedevano in Assise, a Francavilla Fontana. Curto era anche consigliere regionale e Vitali coordinatore di Forza Italia in Puglia.

La sentenza

Il tribunale di BrindisiLa sentenza di secondo grado è stata pronunciata oggi dalla sezione unica penale della Corte d’Appello di Lecce, presieduta da Nicola Lariccia e conferma quanto statuito dal Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, giudice Abrongio Colombo, il 20 luglio 2015. Il procuratore generale ha chiesto la conferma della condanna.

In primo grado venne disposto il risarcimento del danno, in favore dei due politici a diecimila euro a testa. Tutto confermato dalla Corte, chiamata a pronunciarsi sul ricorso discusso dall’avvocato di fiducia di De Franco, sindacalista e volto noto nella Città degli Imperiali.

La denuncia

Il procedimento penale scaturì dalla denuncia sporta il 15 marzo 2013, subito dopo la pubblicazione di un post su un gruppo Facebook chiamato “Francavilla vista da me”, nel quale venivano raccolti messaggi per la discussione on line. Gruppo aperto a “un numero di persone indeterminato”.

Il post su Facebook

Nel capo di imputazione era stato riportato il post pubblicato da De Franco dopo “un richiamo al gran numero di persone uccise e all’infiltrazione mafiosa  a Francavilla Fontana, ricollegata a personaggi – era scritto – che come Vitali e Curto erano all’apice del potere”. “Vitali e Curto ed altri capetti erano amici dei criminali”, era scritto sempre nel post. E ancora: “Per chi votava la frangia francavillese della Scu? Per me?”.

domenico attanasi-2In tal modo, stando a quanto si legge nel capo di imputazione, si insinuava che “i due uomini politici si erano adoperati per conseguire i propri voti negli ambienti della criminalità organizzata”.

I politici

Curto e Vitali, già parlamentari, dopo essere stati riconosciuti parte offese, si sono costituiti in giudizio e sono stati rappresentati rispettivamente dagli avvocati Domenico Attanasi (nella foto accanto) e Roberto Palmisano, entrambi penalisti del foro di Brindisi.

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