Cronaca

Accensioni delle torce: a Versalis diffida del Ministero dell’Ambiente

“Trenta giorni per superare le violazioni riscontrate dall’Arpa”. La nota spedita il 25 settembre anche in Procura. L'agenzia aveva rilevato sforamenti delle concentrazioni di inquinanti rispetto ai limiti imposti dall'Aia. Rischio sospensione attività se si superano i due eventi all'anno

La torchia del cracking Versalis di Brindisi

BRINDISI – “Si diffida codesta società Versalis Spa, stabilimento di Brindisi, a trasmettere entro 30 giorni una nota di approfondimento finalizzata al superamento della violazione riscontrata dall’Arpa Puglia”.  La lettera è del Ministero dell’Ambiente e si riferisce all’accensione delle torce avvenuta nel sito del Petrolchimico nel periodo a cavallo tra giugno e luglio scorsi, quando sono stati accertati e “misurati” sfiaccolamenti sia di giorno che di notte, con il superamento di alcuni parametri per le emissioni in atmosfera.

La notifica - E’ stata notificata alla direzione della società del gruppo Eni lo scorso 25 settembre, così come “per conoscenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale quale ipotesi di reato” dal momento che le accensioni potrebbero configurare violazioni delle disposizioni in materia di tutela ambientale, come è accaduto in passato.

La magistratura brindisina, infatti, si è già occupata delle “candele” che si accendono con un inchiesta che nel 2010 portò al sequestro di sette torce, contestando lo smaltimento degli effluenti gassosi al termine del ciclo produttivo. Adesso, al di là delle conclusioni a cui potrebbero arrivare i pubblici ministeri, c’è l’attenzione del Mattm sul caso Versalis, intervenuto per la prima volta in maniera ufficiale anche ricordando le conseguenze che, leggi alla mano, scattano qualora la diffida non dovesse avere seguito.

Il rischio. “Si rammenta, in proposito, che è previsto che l’autorità competente proceda alla diffida e contestuale sospensione dell’attività per un tempo determinato nel caso in cui le violazioni siano comunque reiterate per più di due volte l’anno”, è scritto nella missiva firmata dal funzionario del Ministero, Renato Grimaldi, per conto del dirigente responsabile Giuseppe Lo Presti, dopo aver rinviato alla disciplina contenuta nell’articolo 29-decies, comma 9 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, numero 152. 

Per alcuni impossibile da ricordare a memoria, ma quel che importa è il contenuto e soprattutto il fatto che la nota  “costituisce la prima diffida per le inosservanze riscontrate”: il rischio, quindi, di un blocco del ciclo di produzione a marchio Versalis appare concreto ora. Tutto dipende dalle spiegazioni e soprattutto dalle azioni di tipo correttivo che la società intende adottare per impedire nuove accensioni delle torce, già oggetto di un investimento di notevoli dimensioni dopo la precedente indagine della magistratura.

Le emissioni. Il nodo da sciogliere è legato ai risultati delle verifiche svolte dai tecnici dell’Arpa Puglia “sui valori rilevati dal sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni di Versalis” perché è stato accertato che “per quanto riguarda quelle convogliate in atmosfera dal camino E77, il parametro composti organici volatili ha superato il 27 luglio 2015 i limiti imposti dall’Autorizzazione integrata ambientale”.

La relazione è stata trasmessa il 10 agosto scorso dall’Arpa all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nonché alla Procura, con richiesta di procedere con la diffida allo scopo di individuare le cause che hanno determinato la violazione e di ottenere l’elenco delle azioni correttivi intraprese o programmate. L’Arpa ha chiesto, inoltre, di indicare le “misure messe in atto al fine di evitare il ripetersi della inaccessibilità al portale web dedicato alla consultazione dei dati sulle emissioni”.

L’opposizione. Cosa stia facendo Versalis per impedire l’accensione delle fiaccole, peraltro “spente” negli ultimi due mesi, è oggetto di interesse di alcune forze politiche dell’opposizione presenti in Consiglio comunale, dove torna a farsi sentire la voce dell’unico esponente del movimento Brindisi Bene Comune, Riccardo Rossi, l’unico ad aver chiesto l’istituzione di una commissione di tecnici a cui affidare lo studio delle torce, allo scopo di accertare le conseguenze sulla salute. Rossi chiedeva anche un ampliamento della rete di monitoraggio, al momento ristretta in alcuni punti della città e della zona industriale, da affidare in gestione all’Arpa.

Quella proposta, presentata lo scorso 13 luglio in Assise, è stata bocciata dalla maggioranza di centrosinistra nonostante gli emendamenti, al termine di una seduta lunga quattro ore, terminata con la proposta del sindaco Mimmo Consales, di una sessione del consiglio comunale monotematica, convocata ad hoc per affrontare il caso delle torce. Di una seduta speciale sugli sfiaccolamenti non c’è traccia sull’agenda dei consiglieri. Da quel giorno in consiglio di torce e monotematico non si è più parlato: c’è qualcuno, Rossi, a parte che se ne ricorda? E poi, servirà davvero a qualcosa?

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