Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Caos rifiuti: diffida al sindaco e lettera a Procura e a Cantone

Non è imperforabile la linea di attacco del Comune di Brindisi nei confronti di Ecologica Pugliese, lo dimostra la sconfitta davanti al Tar. Ed ora arriva la diffida formale, con tanto di notifica per conoscenza all’Autorità nazionale anticorruzione, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti

BRINDISI – Non è imperforabile la linea di attacco del Comune di Brindisi nei confronti di Ecologica Pugliese, lo dimostra la sconfitta davanti al Tar. Ed ora arriva la diffida formale, con tanto di notifica per conoscenza all’Autorità nazionale anticorruzione, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti della stessa lettera inviata dalla società di Capurso al sindaco Angela Carluccio e al dirigente del settore, Gaetano Padula.

E i brindisini, costretti su spiagge sporche e assediati dai rifiuti, assistono attoniti a una rappresentazione che avevano giurato di consegnare al passato. Ma poi bisogna  essere conseguenti anche al momento del voto, e il 60 per cento se ne è andato al mare. Non c’era altra scelta? Falso, almeno al primo turno. Riecco le ordinanze sindacali invece delle gare, i contenziosi infiniti, le strade che restano sporche. Non è cambiato alcunché. Forse è peggio di prima. E arriverà un’altra batosta dalla ecotassa.

Era prevedibile che Ecologica Pugliese, vittoriosa davanti ai giudici amministrativi, che hanno stabilito che non può essere esclusa da eventuali gare, si rifacesse sotto. Qualcuno ha pensato che si sarebbe potuto aggirare l’ostacolo, guarda un po’, senza fare una procedura pubblica, sempre con la storia dell’urgenza, ed ecco l’ordinanza, e il sindaco che va a carro armato (come ha fatto per il porto senza consultare il consiglio comunale), e che nomina il successore di Ecologica, la  Ecotecnica Srl di Lequile.

Tutta farina del suo sacco? Solo frutto di concertazione tra Angela Carluccio ed i suoi funzionari questa nuova mossa dell’ordinanza che cerca di aggirare la sentenza del Tar? Certo è che la responsabilità se la prende lei per intero. Ecologica Pugliese, oggi, con la lettera firmata dal suo legale rappresentante, offre anche la strada della mediazione, ma non nasconde che in caso contrario andrà fino in fondo.

“Non possiamo non rilevare come, con significativa tempestività, al deposito della sentenza del Tar che annullava gli atti illegittimi impugnati (tra i quali l’affidamento del servizio senza gara), abbiate ritenuto di rispondere con un nuovo atto illecito e illegittimo (ordinanza affidamento del servizio sempre senza gara). Tale comportamento configura, con ogni evidenza, uno sgarbo istituzionale in quanto finalizzato ad aggirare strumentalmente un provvedimento dell’autorità giudiziaria”, scrive l’amministratore di Ecologica Pugliese.

“Allo stato ci pare comunque opportuno e doveroso diffidarvi formalmente a revocare tale ordinanza, così come a prendere atto dell’annullamento del Tar degli atti impugnati e fissare un incontro per il quale dichiariamo ancora una volta la disponibilità (essendoci stato, fino ad oggi colpevolmente ed inspiegabilmente negato) per individuare un percorso condiviso che eviti il proliferare di iniziative giudiziarie (con i conseguenti costi che vanno a carico della comunità)e consenta una corretta gestione del servizio”.

La società di Capurso descrive i danni dovuti a questo braccio di ferro: “Il rifiuto, ostinato e inspiegabile, di tale confronto sta creando disagi alla cittadinanza e si spiega soltanto con una immotivata e preconcetta volontà di escludere, in ogni caso, la Ecologica Pugliese da qualsiasi ipotesi di gara, arrivando anche a preventivare costi superiori o affidamenti ad aziende che non offrono certo maggiori garanzie. Ci chiediamo il perché di tale accanimento che sta solo penalizzando la città, che espone l’amministrazione a sconfitte giudiziarie, con i conseguenti danni e costi, e confidiamo in un residuo di resipiscenza per avviare il confronto richiesto”.

Situazione a dir poco drammatica, se si aggiunge il fatto che Brindisi e il territorio provinciale non hanno nemmeno più impianti di conferimento, e che tutti gli errori si riversano, come ha già denunciato il sindaco di San Vito dei Normanni, non solo sui cittadini di Brindisi, ma anche su quelli del comuni virtuosi che hanno percentuali di differenziata superiori al 60 per cento. Tutto nasce da un “battito d’ali” in qualche stanza del Comune di Brindisi, non bisogna dimenticarlo. 

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