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Porto, difformità dal piano regolatore: sequestrati i varchi doganali

La guardia di finanza ha apposto i sigilli a tutti i varchi del circuito doganale del porto di Brindisi. Il provvedimento, emesso dal gip, scaturisce da una nota della Regione. Torna sotto sequestro la strada ex Sisri

BRINDISI – Sotto sequestro tutti i varchi del circuito doganale del porto di Brindisi. I sigilli sono stati apposti nel primo pomeriggio di oggi (mercoledì 21 novembre) dai militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi, nell’ambito di un’operazione che ha portato anche all’esecuzione di un nuovo provvedimento di sequestro nei confronti della strada che collega Sant’Apollinare a Costa Morena, denominata ex Sisri. 

La strada ex Sisri

Il tutto rientra in una inchiesta che lo scorso mese di agosto sfociò nel sequestro, per abusivismo edilizio, di una serie di opere incluse nel progetto di security: una tettoia in ferro e cemento armato edificata in corrispondenza dei locali, che avrebbero ospitato gli Enti deputati ai controlli doganali e di sicurezza; un muro di contenimento che costeggia la carreggiata; un ponte realizzato per il superamento del canale Fiume Piccolo; la stessa strada ex Sisri, che con provvedimento del Riesame venne dissequestrata il 27 settembre 2018, per la mancata trascrizione del vincolo archeologico che riguardava il sito di “Punta delle Terrare”. 

Sequestro varchi doganali porto 2-2

Varchi doganali difformi dal Piano regolatore

Di nuovo, dunque, rispetto all’intervento dei finanzieri dello scorso agosto, c’è che anche tutti i punti di accesso all’area portuale sottoposta ai rigidi regolamenti in maniera di security, oltre a una recinzione metallica lunga 500 metri, sono finiti sotto sequestro preventivo, in esecuzione di un decreto emesso due giorni fa (lunedì 19 novembre) dal gip del tribunale di Brindisi. 

“Progetto Security nel porto, varchi difformi dal piano regolatore”

Tale provvedimento scaturisce da una lettera della Regione Puglia inoltrata lo scorso 19 ottobre alla Procura della Repubblica di Brindisi, sulla difformità di tali opere rispetto al piano regolatore del porto. Il giudizio della Regione arrivò a conclusione dello studio che gli uffici baresi condussero confrontando il progetto dell’Authority con le previsioni normative. In primis con lo strumento urbanistico in ambito portuale, essendo la bussola per qualsiasi tipo di infrastruttura. Il Piano regolatore portuale, in sigla Prp, risale a 43 anni fa. Venne approvato il 21 ottobre 1975, con una variante del 4 agosto 2006.

Sequestro varchi doganali porto 3-3

Prp fermo da 43 anni

Le authority che si sono succedute negli ultimi anni non hanno mai fatto quello nuovo. Il prossimo sarà unico per tutti e cinque i porti dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico meridionale e lo sta facendo l’Adsp con il Politecnico di Bari. Le conseguenze di non aver mai fatto il nuovo piano regolatore del porto di Brindisi sono anche i sequestri odierni. L’aspetto paradossale della vicenda, fra l'altro, è che i locali finiti sotto sequestro erano utilizzati dagli stessi finanzieri, oltre agli operatori dell'istituto di vigilanza convenzionato, per effettuare i controlli su merci e passeggeri. Adesso, dunque, i militari dovranno trovare una nuova sistemazione. 

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