Cronaca Fasano

Dimissionario il sindaco di Fasano e 13 consiglieri: "Ha vinto l'antipolitica"

Ha vinto l’antipolitica che non vuole mettere al bando i ricatti per ottenere un assessorato o un favore da basso clientelismo ed ha perso il tentativo di riqualificare l’azione amministrativa”. L’ormai ex sindaco di Fasano, Lello Di Bari, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nel pomeriggio di oggi (2 settembre), presso la sala di rappresentanza del Palazzo municipale

BRINDISI - “Ha vinto l’antipolitica che non vuole mettere al bando i ricatti per ottenere un assessorato o un favore da basso clientelismo ed ha perso il tentativo di riqualificare l’azione amministrativa”. L’ormai ex sindaco di Fasano, Lello Di Bari, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nel pomeriggio di oggi (2 settembre), presso la sala di rappresentanza del Palazzo municipale ha illustrato i retroscena che si celano dietro alla dimissioni da primo cittadino rassegnate ieri e alle dimissioni  da consiglieri comunali rassegnate questa mattina da 13 (sui 24 complessivi) consiglieri.

«Credevo che la prossima conferenza stampa sarebbe stata quella che avrei voluto convocare intorno alla metà di settembre – ha esordito Di Bari con grande commozione – per presentare alla stampa e, quindi, alla città, il programma e la giunta di fine mandato e (….) di ripresentarsi al giudizio degli elettori». Il sindaco, che ha tenuto a ribadire come non sia stato ancora firmato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale, ha aggiunto, a proposito di quanto accaduto relativamente alle dimissioni rassegnate questa mattina da 13 consiglieri comunali che «qualcuno, che impropriamente sedeva nei banchi della maggioranza, ha ritenuto che questo non dovesse essere possibile (in relazione alla scadenza naturale del mandato della giunta-Di Bari, ndr) visto e considerato che le tanto o la tanto agognata poltrona in seno alla giunta tardava ad arrivare ed ha tramato con l’opposizione che ha fatto il suo lavoro, per carità – ha sottolineato Di Bari – alla quale non è sembrato vero poter avere finalmente la possibilità, dopo tanti anni, di poter condizionare questa Amministrazione; e questo – ha spiegato Di Bari – è avvenuto nel Consiglio comunale del 30 luglio scorso, in occasione della mancata approvazione delle tariffe Tari e dell’addizionale Irpef, ossia di quelle tariffe che ineludibilmente dovranno essere adeguate dal commissario prefettizio o dalla prossima Amministrazione con l’approvazione del prossimo Bilancio; e non so se sarà possibile, come abbiamo fatto noi – ha aggiunto Di Bari – abolire l’Imu sulla prima casa e di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini per il pagamento della Tasi".

"Ma tutto questo che abbiamo fatto – ha proseguito Di Bari – non era ancora sufficiente: quando il predatore annusa l’odore del sangue si scatena nel tentativo di portare l’affondo mortale e chiede tutto l’aiuto possibile; aiuto che, in questo caso, è venuto da una persona che ho avuto al mio fianco per 13 lunghi anni e per il quale, avendo condiviso i cinque anni dell’Amministrazione-Ammirabile e ben otto delle mie Amministrazioni ritenendolo uno dei miei più fidati collaboratori e per il quale, dicevo, avrei messo la mano sul fuoco nonostante le continue messe in guardia che ricevevo a tutti i livelli. Una persona – ha continuato Di Bari – che, fino a due sere fa è stata al mio fianco in quella che, forse con una percezione di quello che bolliva in pentola, definii “l’ultima cena”, ha finito per fare l’Iscariota, senza minimamente, da parte mia, pensare che quella figura l’avrebbe interpretata, a distanza di 24 ore, Antonio Scianaro».

Lello Di Bari ha proseguito sottolineando di essere «soddisfatto di non aver ceduto a richieste di cariche, a ricatti, se vogliamo dare il giusto significato alle parole – per l’incompetenza che è propria di chi avrebbe voluto ricoprire quelle cariche – che avrebbero mortificato l’operato di chi in giunta faceva il suo dovere nell’interesse della città» Di Bari ha, quindi, ringraziato il vicesindaco Moncalvo (non presente in conferenza, poiché fuori Fasano), gli altri tre assessori (Laura De Mola, Giuseppe Angelini e Vito Martucci, presenti alla conferenza stampa di questa sera), il segretario generale del Comune, i dirigenti comunali, i vigili urbani, i consiglieri comunali, i funzionari e tutto il personale comunale per la collaborazione ricevuta negli otto anni di mandato sindacale, oltre a «tutti i concittadini – ha sottolineato Di Bari – che per ben due volte mi hanno dato la fiducia chiedendo che fossi io ad amministrarli; quegli stessi concittadini a cui porgo le mie scuse più sincere nel caso ritengano di non essere stati ripagati di quella fiducia accordatami. Nonostante siano stati anni duri – ha affermato Di Bari – sono tutti stati esaltanti, perché fare il sindaco di una città meravigliosa come Fasano è un’esperienza esaltante".

"Con quanto accaduto in queste scorse ore, posso affermare che ha vinto l’antipolitica che non vuole mettere al bando i ricatti per ottenere un assessorato o un favore da basso clientelismo ed ha perso il tentativo di riqualificare l’azione amministrativa. Per amministrare una città come la nostra oggi si ha bisogno – ha proseguito Di Bari – di una grande serenità composta da lealtà, onestà, rispetto per il prossimo e capacità di anteporre gli interessi del pubblico ai desiderata ed alle ambizioni personali. Ed oggi che mi accingo a lasciare fra qualche ora la mia “seconda casa”, perché tredici piccoli uomini hanno deciso così, per il futuro voglio rasserenare i golpisti: nessuna pensione, da parte mia, ma solo un momento di riflessione per ricaricare le batterie e subito ripartire (….) con un piccolo ma grande cambiamento: questa volta scegliere solo uomini e ragazzi (e li vedo qui presenti) nel cui DNA è presente la voglia di lavorare, la trasparenza, la lealtà e la competenza».

Ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa verrà “bloccato” dalla fine anticipata dell’Amministrazione comunale e del prossimo scioglimento del Consiglio comunale, Lello Di Bari ha risposto: «sicuramente la mancata adozione del Piano urbanistico generale sul quale stavamo lavorando in questi giorni con l’assessore Giuseppe Angelini, oltre al progetto di riqualificazione del chiostro dei Minori Osservanti (sul quale avevamo costituito giorni fa un apposito gruppo di lavoro), ed il prossimo bando per l’assegnazione dei lotti cimiteriali, così come la possibilità di salvare i finanziamenti per la scuola “Pascoli” e per il lotto “B” del progetto di rigenerazione urbana di Torre Canne".

"Anche il discorso sull’Outlet – ha proseguito Di Bari – speriamo non venga frenato dalla Regione Puglia che dovrebbe attivare il cosiddetto Sportello Unico. Vorrei ricordare che l’ingente investimento siamo riusciti a portarlo a Fasano, mentre in un primo momento gli imprenditori proponenti avevano puntato su Monopoli». L’assessore Laura De Mola, a nome dell’assente vicesindaco, ha voluto sottolineare che «l’esperienza col sindaco Di Bari è stata eccezionale e lo ringraziamo per la fiducia che ha voluto accordare a noi giovani assessori, offrendoci la grossa opportunità di amministrare una città come Fasano".

"la nostra giunta è stata una famiglia – ha proseguito De Mola – e non è vero, come qualcuno diceva, che non abbiamo avuto margini di manovra, giacché il sindaco è stato un grande maestro per noi ed una sorta di padre di famiglia». Anche l’assessore Vito Martucci ha voluto ringraziare Lello Di Bari per la «la fiducia accordatami due anni fa e per il gran lavoro svolto, che ha prodotto l’avvio del Consorzio di gestione del Piano sociale di zona che governerà le problematiche sociali dei territori di Fasano, Ostuni e Cisternino. Certo – ha sottolineato Martucci – proprio a seguito delle dimissioni del sindaco che del Consorzio era il presidente, stamane si è bloccata la riunione del consiglio d’amministrazione consortile che avrebbe dovuto procedere alla nomina del direttore generale del nuovo organismo intercomunale e questo – ha aggiunto Martucci – è un ulteriore “blocco” di un attività fondamentale prodotto proprio dal prossimo scioglimento del Consiglio comunale di Fasano». Alla conferenza stampa è stato presente anche Mauro D’Attis, neo commissario cittadino di Forza Italia che ha affrontato questioni squisitamente politiche interne al partito.                 
 

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