Cronaca

"Dipendenti Enel allo stremo": proclamato lo stato d'agitazione

Mancata retribuzione di prestazioni straordinarie, criticità organizzative, lavoratori "al limite della resistenza fisica": queste e altre criticità sono alla base dello stato di agitazione dei dipendenti di Enel Spa - Divisione Infrastrutture e Reti - Dtr - Pub- Puglia, proclamato quest'oggi (2 settembre) dai sindacati Cgil, Cisl e Uil

BRINDISI – Mancata retribuzione di prestazioni straordinarie, criticità organizzative, lavoratori “al limite della resistenza fisica”: queste e altre criticità sono alla base dello stato di agitazione dei dipendenti di Enel Spa - Divisione Infrastrutture e Reti – Dtr - Pub- Puglia, proclamato quest’oggi (2 settembre) dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Attraverso una nota sono state elencate le problematiche affrontate quotidianamente dai lavoratori.

I sindacati denunciano: “Mancato integrale pagamento di prestazioni lavorative straordinarie preventivamente autorizzate dall’azienda, a seguito introduzione di nuove ed artificiose modifiche software nel sistema gestionale di registrazione delle predette prestazioni”;  “criticità organizzative, emerse a causa di eventi climatici particolari, come ad esempio è la stagione calda in corso, che si ripetono con sempre maggior frequenza ed intensità, generando diffusi black-out sul tutto il territorio pugliese, per effetto di guasti su cavi elettrici, linee aeree e cabine di trasformazione, guasti che possono ugualmente riproporsi anche nel caso di una stagione invernale abbastanza fredda e, che già in questa stagione estiva hanno indotto conseguenti ripercussioni sul personale operativo sottoposto a turni di lavoro, in orario normale e in reperibilità, al limite della resistenza fisica, che fanno alzare in modo preoccupante il rischio di infortunio, in quanto spesso non viene garantito loro nemmeno il riposo minimo previsto dalle norme di legge e contrattuali”; 

E poi: “significativa carenza di Personale Operativo e Tecnico nelle strutture organizzative previste dalla riorganizzazione aziendale, resa operativa dall’1/1/2015”; “incompleta applicazione dell’accordo nazionale del 20/3/2012, relativo alla crescita professionale del personale operativo, per effetto dell’integrazione Alta/Media Tensione, a causa di evidenti e notevoli ritardi aziendali nel previsto processo di formazione e conseguente mancata estensione dell’accordo suddetto agli operai che, nel frattempo, hanno raggiunto i requisiti per l’accesso al percorso di formazione e crescita professionale definito nel predetto accordo”.

A detta dei sindacati, “non hanno, ad oggi, sortito nessun riscontro positivo da parte aziendale, nonostante le predette criticità, siano state già evidenziate in ben due tavoli di confronto regionale del 23/4/2015 e 11/6/2015 e, successivamente, più volte ribadite ai Responsabili aziendali, con specifici comunicati interni di protesta”. 

Per questo dunque si è arrivati alla proclamazione dello stato di agitazione.  “Qualora la procedure di raffreddamento non consenta di ricevere dall’Azienda risposte esaustive – si legge ancora nella nota – le organizzazioni sindacali - metteranno in campo tutte le azioni ritenute necessarie per la tutela dei diritti dei lavoratori”.

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