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Definitivamente assolto ex dirigente Provincia accusato di abuso

Ci sono voluti tre gradi di giudizio, e tre assoluzioni, per chiudere un caso nato dalla denuncia di un dipendente dell’amministrazione provinciale, che aveva denunciato per abuso di ufficio un dirigente dell’epoca, Donato Gianfreda

BRINDISI – Ci sono voluti tre gradi di giudizio, e tre assoluzioni, per chiudere un caso nato dalla denuncia di un dipendente dell’amministrazione provinciale, che aveva denunciato per abuso di ufficio un dirigente dell’epoca, Donato Gianfreda. Ora la VI sezione penale della Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente la vicenda. L’autore dell’esposto,  Walter Pepoli, nel 2008 sosteneva che Gianfreda avrebbe adottato alcune determine dirigenziali in suo danno, ed a favore di altro dipendente, con l conseguenza di non aver ricevuto le indennità che gli competevano.

Il dirigente fu rinviato  a giudizio per il reato di abuso di ufficio ma fu assolto dal Tribunale di Brindisi in composizione collegiale perché il fatto non  sussiste,  con sentenza dell’11 luglio 2012, con accoglimento pieno delle tesi sia delle difesa che dello stesso pm. Pepoli tuttavia impugnava ai solo effetti civili ex articolo 576 del codice di procedura penale la sentenza di assoluzione, e anche in questo caso senza esito visto che la Corte di Appello con provvedimento dell’1 giugno 2016 rigettava tale richiesta condannando il Pepoli al pagamento delle spese di giudizio.

Quindi il nuovo ricorso del dipendente che si riteneva leso, il quale proponeva ricorso anche in Cassazione sostenendo la illegittimità della sentenza emessa dalla Corte di Appello. Come già detto, la VI sezione penale della Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Pepoli condannandolo al pagamento delle spese processuali, “chiarendo in maniera definitiva ed incensurabile che la condotta tenuta dal Gianfreda era improntata al raggiungimento del bene pubblico e che nessuna condotta illegittima era stata posta in essere”, rileva il difensore del dirigente, avvocato Aldo Gianfreda. Pepoli è stato difeso dall’avvocato Valerio Spigarelli.

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