“Dirigente del Comune senza laurea”: due imputati per quella promozione

La vicenda al Municipio di Erchie: processo per il direttore generale e un impiegato diventato responsabile dell'Ufficio Ragioneria. Le indagini dopo denuncia del consigliere Polito: si è costituito parte civile con richiesta danni per 40mila euro, somma da destinare in beneficienza

I municipio di Erchie, in basso il pm Valeria Farina Valaori e la la compagnia della Guardia di Finanza di Francavilla

BRINDISI – Dirigente del Comune, a Erchie, ma senza la laurea richiesta dalla legge per la promozione al posto di vertice: per quell’avanzamento sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di abuso d’ufficio il direttore generale, Giuseppe Montanaro, 59 anni, e il dipendente promosso, Antonio Cosimo Giovanni Buongiorno, 63 anni.

Il pm Valeria Farina ValaoriIl giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Brindisi, Maurizio Saso, ha accolto la richiesta presentata dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, a conclusione delle indagini delegate ai finanzieri della Compagnia di Francavilla Fontana, sostenendo che ci siano elementi tali per supportare l’accusa al dibattimento. Il gup, inoltre, ha ammesso la costituzione di parte civile di Giuseppe Polito, consigliere comunale di centrosinistra, autore dell’esposto dal quale è poi scaturito il procedimento penale.

L’istanza di costituzione di parte civile è stata presentata dall’avvocato Davide De Giuseppe, con richiesta danni pari a 40mila euro e provvisionale di cinquemila, somma che – come anticipato dal penalista – sarà devoluta in beneficienza nel caso in cui il processo dovesse accertare la responsabilità penale degli imputati. Il gup, al momento ha riconosciuto che i reati contestati sono di natura "plurioffensiva" e che, conseguentemente, la condotta dei due abbia cagionato anche un danno diretto a Polito.

L’esponente di centrosinistra il 25 luglio di tre anni fa, pose più di qualche interrogativo sulla promozione decisa dall’Amministrazione comunale di Erchie e chiese di accertare se effettivamente quella promozione avesse ragione d’essere, se cioè poteva essere indetta o meno, tenuto conto delle disposizioni di legge vigenti in materia, anche perché c’era il dubbio che il dipendente risultato vincitore non fosse laureato.

Francavilla Fontana, la sede della compagnia della Guardia di Finanza-2Il pm ha ricostruito la vicenda del passaggio di Buongiorno “dalla categoria C alla D, con profilo di istruttore direttivo contabile – III settore – dei Servizi finanziari”, attraverso tutti gli atti acquisiti presso la sede del Municipio. Stando a quanto è scritto nel capo di imputazione, la procedura è stata “attivata” nel periodo dell’Amministrazione di centrodestra, guidata da Giuseppe Margheriti.

 La prima determina a finire sotto la lente di ingrandimento è del 29 dicembre 2009”, con cui è stata azionata la procedura. Passaggio successivo la nomina della commissione giudicatrice della selezione interna, il 28 luglio dell’anno successivo: nel fascicolo nel pm ci sono anche i tre “verbali da cui risultava idoneo il dipendente Antonio Buongiorno”, inquadrato a tutti gli effetti nella nuova posizione il 30 novembre 2010. Ma secondo il pubblico ministero, tutto sarebbe avvenuto in “violazione delle disposizioni di legge secondo cui le Amministrazioni pubbliche coprono i posti disponibili nella dotazione organica attraverso concorso pubblici, con riserva non superiore al 50 per cento, al favore del personale interno” e quanto alle “progressioni”, sono necessari “titolo di studio”, gli stessi richiesti per “l’accesso dall’esterno”, vale a dire la laurea. Sarebbe stato violato anche il contratto collettivo nazionale di lavoro, che contiene la stessa previsione per il titolo di studio, laurea appunto.

Abuso d’ufficio in concorso, sostiene il pm, secondo il quale la “progressione verticale” che non poteva essere azionata avrebbe arrecato un “danno ingiusto a chi, avendone avuto titolo, avrebbe potuto concorrere allo stesso posto”. A Buongiorno, sempre secondo quanto contestato, sarebbero stati riconosciuti 5.434, 05 euro a titolo di “compenso incentivante” dopo essere diventato “responsabile dell’ufficio di Ragioneria del Comune di Erchie”, somma corrisposta per aver “recuperato tributi comunali concernenti l’installazione di lampade votive presso il cimitero” nel periodo compreso tra il 17 febbraio 2012 e il 15 marzo 2013. Il sostituto procuratore ha anche contestato il fatto che solo “le risorse recuperate per l’imposta comunale sugli immobili possono essere destinate al potenziamento degli uffici tributari del Comune, e non quelle per le lampade”. Il compenso, quindi, non doveva essere riconosciuto. Di conseguenza, l’ingiusto danno patrimoniale per l’Amministrazione cittadina.

Ai due imputati, inoltre, viene contestato l’affidamento di una consulenza a un ex dipendente del Municipio, ex perché in pensione, in violazione del “divieto imposto alle Pubbliche Amministrazioni di attribuire incarichi a soggetti già appartenenti ai ruoli delle stesse e collocati in quiescenza”. L’incarico avrebbe previsto il pagamento di mille euro al mese mediante contratto di prestazione d’opera, a supporto dell’ufficio di Ragioneria, con decorrenza il 13 giugno 2013 e proroga sino al 31 dicembre 2014. Complessivamente il Comune avrebbe versato la somma pari a 16.500 euro, ritenuta corrispondente al danno per l’Ente.

Sulla vicenda, quindi, ci sarà un processo penale. Su altre vicende  del Comune di Erchie è stato già avviato un procedimento davanti alla Corte dei Conti, partendo dal mancato rispetto del patto di stabilità nel 2008, poi rientrato l’anno successivo, e da “dubbi sull’equilibrio di bilancio ottenuto e su alcune poste relative ad emolumenti erogati al personale”. Anche in questo la richiesta di chiarimenti porta la firma di Polito.

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