Cronaca

Dirty soccer: spuntano altre gare truccate. Indagato anche il brindisino Vito Falconieri

Gli avrebbero offerto del denaro alla vigilia di due partite del campionato di Lega Pro 2014/2015, per fare perdere la sua squadra, il Santarcangelo di Romagna (Rimini). Il calciatore Brindisino Vito Falconieri, 29 anni, è fra le 10 persone raggiunte da un avviso di garanzia nell'ambito di un'ulteriore propaggine dell'inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro, battezzata "Dirty Soccer"

BRINDISI – Gli avrebbero offerto del denaro alla vigilia di due partite del campionato di Lega Pro 2014/2015, per fare perdere la sua squadra, il Santarcangelo di Romagna (Rimini). Il calciatore Brindisino Vito Falconieri, 29 anni, è fra le 10 persone raggiunte da un avviso di garanzia nell’ambito di un’ulteriore propaggine dell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro, battezzata “Dirty Soccer”, su un giro di partite truccate fra i campionati di Lega Pro e Serie D. 

Gli inquirenti avrebbero scoperto altre quattro partite, tutte di Lega Pro, il cui risultato sarebbe stato alterato dal sodalizio dedito al calcio scommesse. In queste combine vi sarebbe nuovamente il coinvolgimento del sampietrano Raffaele Pietanza (già indagato), considerato uomo di fiducia del suo concittadino Massimo Carluccio (anche lui già indagato), considerato uno dei promotori degli illeciti consumati (o tentati) in Lega Pro, nelle vesti di socio occulto della Pro Patria. 

Tra i nuovi indagati figurano Michele Nardo, all'epoca dei fatti calciatore del Santarcangelo, e Tanja Djordjevic, persona di fiducia del finanziatore estero delle combine Uros Milosavljevic. Per quanto riguarda le persone già indagate, invece, sono finite nuovamente nei guai, oltre ai sampietrani: Ercole Di Nicola, all'epoca dei fatti direttore sportivo dell'Aquila, Raffaele; Felice Bellini, della Vigor Lamezia; Sebastiano La Ferla, uomo di fiducia di Bellini; Mauro Ulizio, ex direttore generale del Monza e ritenuto ex socio occulto e direttore generale di fatto del Pro Patria; Massimiliano Solidoro, ex collaboratore tecnico del Savona Calcio; l’agente Fifa Andrea Bagnoli, indicato dall'accusa anche come dirigente del Tuttocuoio all’epoca dei fatti anche se la società, nelle scorse settimane aveva escluso che svolgesse "alcun ruolo dirigenziale né di altra natura". 

Il coinvolgimento di Falconieri. Falconieri dunque sarebbe coinvolto in due presunte combine.  In occasione di Santarcangelo-Ascoli del 25 aprile 2015 (1-2), Ulizio, Carluccio, Marcello Solazzo e Raffele Pietanza, avrebbero al brindisino di perdere la partita dietro pagamento di un lauto compenso. Il gruppo, per finanziare la combine, si sarebbe avvalso di Milosavlevic, interessato grazie all'intermediazione di Di Lauro e, in questo caso, anche di Tanja Djordjevic, parente del serbo. 

Per Gubbio - Santarcangelo del 19 aprile (1-1), secondo gli investigatori della mobile, Carluccio, Solazzo e Pietanza avrebbero offerto una consistente somma di denaro a Falconieri affinché, insieme ad altri compagni di squadra, tra i quali Nardi, falsassero la prestazione per far perdere la loro squadra. 

Falconieri (nella foto a destra), fra gli attaccanti più quotati della Lega Pro, è stato ingaggiato dal Santarcangelo nel gennaio del 2015. La prima fase della stagioneVito Falconieri-2 l’aveva giocata con la maglia del Pavia. In quasi 15 anni di carriera, ha collezionato 3 presenze in Serie A con il Catania, realizzando anche una rete nella massima serie, ha disputato due campionati di Serie B con Ascoli e Crotone e ha afrontato vari tornei di C1 e C2. Nel 2006-2007 indossò in Serie D la maglia del Football Brindisi 1912.

Le altre gare truccate. Tornando a Dirty soccer, ci sono altre due partite presumibilmente truccate. Secondo l'accusa, in occasione della gara Tuttocuoio-Gubbio del 29 marzo 2015 (1-0), Di Nicola, con l'intermediazione di Eugenio Ascari - un procuratore già indagato - e forte della disponibilità economica di Edmond Nerjaku (imprenditore albanese indicato come scommettitore/finanziatore di precedenti combine) si sarebbe prodigato per alterare il risultato con il sostegno di Bagnoli. 

Per quanto riguarda L'Aquila-Grosseto del 3 maggio (0-1), dalle indagini sarebbe emerso che Di Nicola avrebbe proposto ad un dirigente del Grosseto, al momento non identificato, di alterare la partita in modo che il risultato fosse di parità. Infine, in merito a Juve Stabia-Vigor Lamezia, secondo l’accusa, Bellini e La Ferla, sicuri del finanziamento procurato da un soggetto maltese, Ilier Pelinku, al momento non compiutamente identificato, avrebbero fatto giungere al presidente ed al direttore sportivo della squadra lametina la proposta di alterare il predetto incontro calcistico. In questa circostanza, però, sia Claudio Arpaia che Fabrizio Maglia, rispettivamente presidente e direttore sportivo della Vigor, non avrebbero accettano la proposta illecita. 

Il filone principale. Con gli avvisi di oggi si conclude la fase dell'inchiesta condotta con il supporto delle intercettazioni telefoniche. Gli ex dirigenti della Ssd calcio città di Brindisi finiti in manette lo scorso 19 maggio (l’ex presidente Antonio Flora, l’ex vicepresidente Giorgio Flora, l’ex dirigente Vito Morisco, l’ex consulente di mercato Savino Daleno) sono del tutto estranei alla seconda tranche delle indagini, che adesso proseguiranno con le analisi di pc, smartphone e tablet sequestrati. 

I “brindisini”, infatti, secondo gli inquirenti, avrebbero agito esclusivamente nel campionato di Serie D-girone H, truccando i risultati delle gare Brindisi-San Severo 2-1 del 30 novembre 2014 e Pomigliano-Brindisi 1-4 del 14 novembre 2014. Flora e Morisco, durante gli interrogatori di garanzia davanti al gip, ammisero il loro coinvolgimento degli illeciti. 

Per quanto concerne la ramificazione sportiva dell’inchiesta, i quattro sono stati deferiti dal procuratore federale Stefano Palazzi, che ha deferito per responsabilità “diretta, oggettiva e presunta” anche il sodalizio di via Benedetto Brin. Il prossimo 12 agosto, alle ore 15,30, è stata fissata l’udienza del processo sportivo. La società rischia l’esclusione dal campionato di Serie D, con retrocessione in Eccellenza (o peggio ancora, anche se poco probabile, in Promozione). 

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