Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca Latiano

Disabile muore dopo le presunte percosse: l'autopsia scagiona il padre

Morì per una crisi cardiaca, non per le presunte percosse. I risultati dell’autopsia potrebbero scagionare il padre 85enne di una 50enne di Latiano affetta da disturbi psichici che lo scorso 18 giugno morì nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Perrino di Brindisi, dove era stata ricoverata a seguito di quella che da alcuni testimoni venne interpretata come un’aggressione da parte del genitore

LATIANO – Morì per una crisi cardiaca, non per le presunte percosse. I risultati dell’autopsia potrebbero scagionare il padre 85enne di una 50enne di Latiano affetta da disturbi psichici che lo scorso 18 giugno morì nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Perrino di Brindisi, dove era stata ricoverata a seguito di quella che da alcuni testimoni venne interpretata come un’aggressione da parte del genitore, difeso all'avocato Emilio Lucisani, verificatasi 8 giorni prima (10 giugno) nel centro di Latiano. 

Il pm Raffaele Casto aveva formulato l’accusa di omicidio preterintenzionale a carico del pensionato. Si trattò perlopiù di un atto dovuto, per dare allo stesso la possibilità di nominare un consulente tecnico di parte in occasione dell’esame autoptico (immediatamente auspicato dal legale dell’indagato) affidato al medico legale Antonio Carusi. Lo stesso ha depositato i risultati pochi giorni fa.

La morte della disabile segnò il tragico (e inaspettato) epilogo di un dramma famigliare che aveva fatto sprofondare l’85enne, vedovo e con due figlie da mantenere, in uno stato di esasperazione. 

La mattina del 10 giugno, l’anziano tentò energicamente di convincere la figlia, che si stava trattenendo in strada, a rientrare in casa. Alcuni passanti chiesero l’intervento dei carabinieri. Una pattuglia della locale stazione si recò subito sul posto. Il padre venne condotto in caserma e successivamente fu accompagnato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. La figlia fu condotta in ospedale, dove le furono refertate ferite di lieve entità guaribili in 12 giorni, con contestuale ricovero in Psichiatria.

Nelle 48 ore successive all’arresto, il gip del tribunale di Brindisi non convalidò il provvedimento restrittivo, lasciando libero l’anziano.  Il 18 giugno, la donna venne trovata priva di vita da un’infermiera. 

Il magistrato aprì un fascicolo per omicidio preterintenzionale. Adesso, alla luce dei risultati dell’autopsia, tutto lascia pensare che si vada verso l’archiviazione delle accuse nei confronti dell’85enne. 

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