Discriminati, sciopero security aeroporto

BRINDISI – Mercoledì 18 luglio l’aeroporto del Grande Salento sarà in emergenza per il controllo e vigilanza sui passeggeri e bagagli, con onere interamente a carico della polizia di frontiera perché i lavoratori dell’Ivri addetti al servizio sciopereranno. La loro protesta è partita oramai da tempo contro le azioni ritenute discriminatorie che l’azienda sta attuando nei loro confronti. I lavoratori dell’Ivri sono arrivati a questa risoluzione perché dopo mesi di ricerca di dialogo con l’azienda, dopo vari incontri, dopo promesse di soluzioni promesse, quest’ultime non sono mai verificate né dai lavoratori né dal sindacato.

L'aerostazione di Brindisi

BRINDISIMercoledì 18 luglio l’aeroporto del Grande Salento sarà in emergenza per il controllo e vigilanza sui passeggeri e bagagli, con onere interamente a carico della polizia di frontiera perché i lavoratori dell’Ivri addetti al servizio sciopereranno. La loro protesta è partita oramai da tempo contro le azioni ritenute discriminatorie che l’azienda sta attuando nei loro confronti. I lavoratori dell’Ivri sono arrivati a questa risoluzione perché dopo mesi di ricerca di dialogo con l’azienda, dopo vari incontri, dopo promesse di soluzioni promesse, quest’ultime non sono mai verificate né dai lavoratori né dal sindacato.

“L’Ivri ovvero Istituti di vigilanza riuniti d’Italia, è leader italiano nel mercato della sicurezza privata”: così si definisce l’azienda operante su tutto il panorama nazionale e anche in Puglia e in provincia di Brindisi. “Il suo obiettivo è quello di fornire servizi per la sicurezza che si adattano alle diverse esigenze di ogni singolo cliente”. Senza però curare le esigenze di ogni singolo suo dipendente, dice il sindacato. Infatti, proprio per protestare contro gli assetti imposti dall’azienda nei differenti servizi, gli addetti ai controlli di sicurezza passeggeri e bagagli nell’aeroporto di Brindisi hanno indetto quattro ore di sciopero nella giornata di mercoledì 18 luglio,  dalle ore 10 alle ore 14.

I lavoratori dell’Ivri del comparto aeroportuale di Brindisi da oltre un anno rivendicano alcuni temi cruciali per il rispetto fra lavoratori operanti nella stessa azienda, ovvero la parità di trattamento con gli altri dipendenti impegnati in altre attività di vigilanza nel territorio brindisino relativamente alla fruizione delle ferie. “Infatti da anni ai lavoratori nei servizi aeroportuali – fa sapere Amedeo Montagna, segretario generale Filcams Cgil Brindisi – non sono consentite le ferie nei termini previsti dalle vigenti disposizioni, tant’è che alcuni di loro ad oggi sono a credito di circa 80/90 giorni di ferie arretrate che in pratica significano 3 anni di mancato beneficio. Gli altri colleghi sempre dipendenti Ivri, impegnati in servizi diversi da quelli aeroportuali, fruiscono regolarmente e completamente delle ferie, soprattutto quelle estive come in questi giorni”.

Secondo elemento che rivendicano i lavoratori all’azienda, è il lavoro suddiviso in turni spezzati in due o tre tronconi cioè che impegnano complessivamente per 7/8 ore di servizio effettivo, una fascia oraria giornaliera di 16 ore – dalla 5 alle 21. Tali turni sono incompatibili con il tempo regolare della vita di ognuno (affetti, socialità o altro) e non garantiscono, per effetto della molteplicità dell’impegno comprensivo dei vari spostamenti casa-lavoro, un costante livello di concentrazione ed attenzione su posti di lavoro di estrema sensibilità e sicurezza per i passeggeri e per loro stessi.

Terzo punto la completa mancanza di organizzazione dei servizi a cui i lavoratori sono preposti. “Al pari della impossibilità di ottenere la fruizione delle ferie, l’azienda è incapace di organizzare i servizi ed i turni in maniera tempestiva, - fanno ancora sapere dalla Filcams di Brindisi – tant’è che ogni lavoratore viene informato del proprio turno, orario, servizio, ed altro, poche ore (meno di 12) prima dello svolgere dello stesso. L’assenza di una programmazione settimanale non consente agli stessi di regolamentare  i propri impegni è soprattutto quelli familiari – figli minori nelle famiglie monogenitoriali –con gravi ripercussioni nella vita privata”.

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