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La firma del protocollo di intesa per il trasferimento dell'area Pol del porti

La firma del protocollo di intesa per il trasferimento dell'area Pol del porti

Dismissione area Pol da usi militari: siglato l'accordo, ma non c'è la firma del Comune

Il commissario Cesare Castelli ha chiesto qualche giorno di tempo prima di apporre la sua firma sull'accordo raggiunto fra Marina Militare e Autorità portuale per la dismissione dagli usi militari dell'area "Pol" del Seno di Levante

BRINDISI – Il commissario Cesare Castelli ha chiesto qualche giorno di tempo prima di apporre la sua firma sull’accordo raggiunto fra Marina Militare e Autorità portuale per la dismissione dagli usi militari dell’area “Pol” (meglio nota come ex zona Nafta) del Seno di Levante, in cambio di lavori presso la base della Marina militare situata nel Seno di Ponente per 17 milioni di euro. Per questo non era presente alcun rappresentante del Comune di Brindisi stamani presso la sede dell’Authority, dove tutti gli altri attori interessati hanno sottoscritto la variante all’addendum del 18 gennaio 2012 all’accordo di programma (sottoscritto il 16 dicembre 1999), per il trasferimento all’Autorità portuale dell’area Pol.

I tecnici dell’Autorità portuale assicurano che l’intesa non è in discussione. Castelli avrebbe semplicemente manifestato la volontà di esaminare la documentazione, non essendo a conoscenza del lungo iter amministrativo che ha preceduto l’appuntamento odierno. Solo nel momento in cui anche l’amministrazione comunale darà il via libera, l’accordo diverrà effettivo.

Stamani sono arrivate le firme del commissario dell’Autorità portuale, Mario Valente, del comandante del comando marittimo Sud Taranto, l'La planimetria dell'area Pol del porto di Brindisi-2-2ammiraglio Edoardo Serra, del comandante della Capitaneria di porto di Brindisi, il capitano di vascello Salvatore Minervino, di un rappresentante della Regione, l’avvocato Francesco Mastro, e di un rappresentante della Provincia, Bebé Anglani. Le firme delle altre istituzioni coinvolte (il ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato per le opere pubbliche e l’Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata) verranno apposte per via digitale.

Il primo protocollo di intesa fra il Comune e la Marina Militare, risalente al 9 giugno del 1995, prevedeva la dismissione dell’area Pol, in cambio della cessione, da parte dell’amministrazione comunale, delle aree ex Saca e delle strutture che vi si trovavano all’interno.

Tale intesa sfociò il 16 dicembre del 1999 in un accordo di programma in cui le parti (Comune, Autorità Portuale, Regione, i vari ministeri interessati, la Capitaneria di porto) concordarono sulla realizzazione di un nuoo deposito Pol nella “zona di ampliamento industriale” situata presso la colmata di Capobianco, in cambio appunto del trasferimento all’Authority dell’area Pol. Tale soluzione svanì nel 2009, in quanto inconciliabile con il piano di riqualificazione e sviluppo del porto recepito il 16 gennaio di quell’anno tra ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, Comune di Brindisi e Autorità portuale.

Stretta di mano fra il contro ammiraglio Edoardo Serra e il commissario Mario Valente-2Si entrò dunque in una fase di stallo che si protrasse fino al 18 gennaio 2012, quando come contropartita per la dismissione del deposito Pol si decise di destinare a un progetto di ristrutturazione della caserma Carlotto la somma pari a 17 milioni di euro che a suo tempo era stata messa disposizione  dell’Autorità portuale per il trasferimento (poi sfumato) del deposito Pol nella zona di Capobianco. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), però, boccio questa iniziativa, chiarendo che la somma in questione non poteva riguardare la realizzazione di opere ed infrastrutture militari nell’entroterra.

La trattativa si impantanò nuovamente, fino alla svolta odierna. Stando alla variante sottoscritta stamani, l’Autorità portuale chiederà al Cipe “la possibilità di riprogrammare la copertura finanziaria di circa 17 milioni di euro allo scopo di consentire alcuni interventi infrastrutturali in favore della Marima Militare presso i moli del ‘comprensorio difesa’, a fronte del trasferimento dell’area deposito Pol del Seno di Levante alla stessa Autorità portuale di Brindisi”.

Non appena il Cipe darà l’ok alla riprogrammazione del finanziamento, la Marina militare procederà alle operazioni di riconsegna alla Capitaneria di porto di Brindisi, per il successivo trasferimento all’Authority, dell’area Pol.

Il commissario Valente e l'ammiraglio Serra non si sono sbilanciati sulla tempistica, assicurando ad ogni modo che si cercherà di chiudere l’iter burocratico nel minor tempo possibile. “Contemporaneamente – dichiara Valente – si andrà avanti con la progettualità, già inserita nel piano di opere triennali e nel bilancio di previsione 2016”.

Tornando al punto di partenza, però, manca ancora all’appello un tassello cruciale: la firma del comune di Brindisi. “Il commissario Castelli – ha dichiarato lo stesso Valente – vuole approfondire la vicenda”. 

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