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Lo sgombero della palazzina (ph Fabio Blaco)

Lo sgombero della palazzina (ph Fabio Blaco)

Disoccupato brindisino scatenato a Forlì

FORLI' - Ha dato di matto. Perché non ha più un lavoro, nonostante la decisione di emigrare da Brindisi a Forlì. Per problemi di vicinato, perché non può pagare il mutuo. Ha buttato giù muretti condominiali, lanciato dal secondo piano una lavatrice.

FORLI' - Ha dato di matto. Perché non ha più un lavoro, nonostante la decisione di emigrare da Brindisi a Forlì. Per problemi di vicinato, perché non può pagare il mutuo. Ha buttato giù muretti condominiali, lanciato dal secondo piano una lavatrice, rotto il parabrezza di un'autoambulanza. Proprio non voleva saperne, Massimo Iazzi, 40enne, originario del villaggio San Paolo, di desistere. Tutto ciò nel cuore della città romagnola che lo ospita da un paio di lustri.

Se non fosse stato per un appuntato dei carabinieri, un conterraneo originario di San Vito dei Normanni, Luigi Albanese, chissà come sarebbe andata a finire. Iazzi minacciava il suicidio. Aveva distrutto tutto ciò che gli era capitato a tiro. Il carabiniere, con tanta umanità, gli ha parlato. Non si è curato del rischio di finire travolto nel vortice di follia dell'uomo. Alla fine ha sfoderato la cadenza brindisina, gli ha parlato in dialetto. Gli ha chiesto di dove fosse.

E Iazzi, mentre i vigili del fuoco evacuavano i nove appartamenti vicini, facendo scendere per strada gli inquilini di ogni età con una scala, attraverso le finestre, si è calmato. Si è lasciato sedare, è stato condotto in ospedale non senza rimediare una denuncia a piede libero per i danneggiamenti provocati, per la resistenza opposta ai pubblici ufficiali. "Abbiamo corso tutti il pericolo di farci male - racconta l'appuntato Albanese - anche i residenti potevano subire delle conseguenze. Gli ho chiesto di dove fosse, e si è calmato. Alla fine ce l'abbiamo fatta".

Si sono vissute ore di autentica paura, nella tarda serata di ieri a Forlì. Da quanto è stato ricostruito, Iazzi, disoccupato, si è trasferito al Nord una decina di anni fa. Faceva il saldatore. Ha raggiunto il fratello che abitava a Forlì già da un po'. Insieme i due avevano acquistato casa, avevano anche acceso un mutuo. Non sempre però emigrare è una decisione che conduce al lieto fine. La crisi si patisce ovunque, e il 40enne ha perso il lavoro. Il mutuo non ha potuto più pagarglielo nessuno e via al pignoramento. Le bollette per la luce e il gas sono a carico del Comune.

Una vita difficile, caratterizzata, come spesso accade, poi, quando tutto va a rotoli, anche da altro genere di difficoltà. Problemi condominiali, liti continue. Ieri si è superato ogni limite. I carabinieri sono intervenuti per intimargli di abbassare il volume della musica, troppo alto tanto da essere molesto. A quel punto si è scatenato l'inferno. L'uomo ha letteralmente buttato giù muretti, ha danneggiato automobili. Si è poi barricato in casa e ha preso a lanciare roba dal balcone, al secondo piano. Quasi sfondato il parabrezza dell'ambulanza giunta sul posto perché i sanitari del 118 gli fornissero assistenza medica.

Ha afferrato una lavatrice e l'ha lanciata. Un disastro. Perfino la pensionata, anziana, dell'appartamento vicino è stata costretta a lasciare l'abitazione, portata in braccio dai vigili del fuoco. Iazzi si è calmato solo quando ha sentito suoni familiari. Una domanda posta con un accento conosciuto ha garantito la resa. E' in cura, ora. I problemi restano, qualcuno dovrà probabilmente aiutarlo, ora, a trovare un modo per superarli.

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