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Cronaca

Omicidio di Irene Margherito: disposta l'autopsia, si scava nei rancori familiari

Mercoledì 5 giugno sarà formalizzato il conferimento dell'incarico al medico legale Domenico Urso. L'unico indagato per l'omicidio resta il cognato della vittima, Adamo Sardella

BRINDISI – È stata disposta l’autopsia sul corpo di Irene Margherito. Sarà il medico legale Domenico Urso a effettuare l’accertamento sul corpo della 47enne uccisa sulla complanare fra Brindisi e Mesagne, a seguito di una lite familiare. L'incarico sarà formalmente conferito mercoledì prossimo (5 giugno). Quello stesso giorno, potrebbe svolgersi l'esame.  L’unico indagato per l’omicidio (volontario) è il cognato della vittima, il 55enne Adamo Sardella, recluso presso la casa circondariale di Brindisi. Margherito è morta a causa di un colpo di pistola alla testa. L’esame autoptico consentirà di recuperare l’ogiva partita dalla pistola calibro 7.65, con matricola abrasa, presumibilmente impugnata da Sardella, che risponde anche dell'aggravante dei futili motivi. 

Le notifiche dell'avviso di accertamento tecnico irripetibile sono state effettuate dai poliziotti del commissariato di Mesagne al comando del vicequestore Giuseppe Massaro, delegati dal pm Paola Palumbo. Sia l’indagato, difeso dall’avvocato Vito Epifani, che le persone offese, potranno essere rappresentati da periti di parte. Parallelamente proseguono le indagini, orientate principalmente sulla faida familiare alla base del delitto. Nei prossimi giorni saranno analizzati i contenuti dei telefonini posti sotto sequestro. Fra chat, messaggi e post social si cercherà di sbrogliare la matassa dei dissidi che contrapponevano la 47enne al cognato e ad altri componenti della sua famiglia.

Va ricordato che Sardella era il fratello del marito di Margherito, deceduto improvvisamente più di 10 anni fa. Nei giorni scorsi, moglie e figli di Sardella, oltre al alla figlia e al compagno di Margherito, sono stati intervistati dagli inviati di programmi Rai e Mediaset. Il quadro che emerge è quello di un rancore atavico che avvelenava gli intrecci familiari, per incomprensioni che si trascinavano da anni. Domenica 26 maggio, purtroppo, la faida ha toccato il puto di non ritorno.

Sparatoria complanare 2

Dopo l’ennesima discussione, Margherito e il cognato si sono dati appuntamento davanti alla sede di un’azienda situata sulla complanare della strada statale 7 Brindisi – Taranto, nei pressi della Cittadella della ricerca, in agro di Mesagne. Sardella è arrivato sul posto a bordo di una Volkswagen Golf, in compagnia di un parente (non indagato). La cognata si trovava a bordo di una Nissan Juke, insieme al compagno, residente a Mesagne.

Il 55enne aveva portato con sé la pistola. Una volta sceso dall’auto, l’uomo ha esploso almeno tre colpi. Uno di questi ha rotto il finestrino anteriore destro, centrando Margherito alla testa. Poi la colluttazione con il compagno della 47enne, che ha utilizzato il fodero di una katana. Quest’ultimo è stato denunciato a piede libero per possesso di oggetti atti a offendere. 

Nel giro di pochi minuti sono arrivati sul posto altri parenti. Anche in presenza della polizia, mentre la 47enne, moribonda, veniva trasportata in ospedale, si sono vissuti momenti di tensione.

Il grave episodio è stato ricostruito grazie alle immagini riprese dalle telecamere di cui è dotata l’azienda. Ma le indagini proseguono. I poliziotti continuano a scavare nel contesto familiare, per cristallizzare il movente. 

Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, si procederà anche con gli accertamenti balistici sulle auto, alla ricerca di eventuali proiettili che potrebbero essere sfuggiti a una prima disamina, e sulla pistola, per capire se sia stata utilizzata altre volte. Si attendono anche i risultati degli stub (esame che consente di individuare tracce di polvere da sparo) effettuati dalla Scientifica. Il mosaico investigativo, insomma, non è ancora completo. 

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