Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Crispi

Disservizi postali: nell'ufficio di piazza Crispi l'odissea continua

Continua l’odissea all’interno dell’ufficio postale di piazza Crispi, dove un solo operatore ogni giorno deve fronteggiare le richieste di decine di utenti ai quali non sono state recapitate raccomandante e bollettini

BRINDISI - Continua l’odissea all’interno dell’ufficio postale di piazza Crispi, dove un solo operatore ogni giorno deve fronteggiare le richieste di decine di utenti ai quali non sono state recapitate raccomandante e bollettini. Da settimane ormai la situazione è insostenibile. I tempi di attesa sono interminabili. I cittadini devono aspettare il loro turno in un locale angusto, senza il refrigerio (come accaduto stamani) dell’aria condizionata.

La gente è costretta a usare come ventaglio le notifiche di mancato recapito consegnate dai postini. In un contesto del genere, gli animi inevitabilmente tendono a surriscaldarsi, con il rischio che qualcuno possa perdere le staffe. Il servizio postale, del resto, da giorni va a rilento in città. Le lettere arrivano in ritardo. 

Ufficoo postale piazza Crispi 2-2

I bollettini di pagamento di luce e gas in alcuni casi neanche vengono recapitati. E la gente poi è costretta a perdere intere mattinate nel Ufficoo postale piazza Crispi-2"tugurio" di piazza Crispi, accanto alla stazione ferroviaria. Più di qualcuno, spaventato dalla calca, rinuncia all’impresa. Fin dalle ore 8,30, orario di apertura dell’ufficio, c’è una fila di persone che tracima all'esterno dell'edificio. Alle 12,30, quando il locale chiude i battenti, ci sono ancora utenti all’interno, in attesa di ritirare la propria corrispondenza.

Lo scorso 26 luglio l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) aveva già tuonato contro tali disservizi, richiamando “l’attenzione di Poste Italiane per il ripristino delle condizioni ottimali di svolgimento dei servizi erogati all’utenza nel rispetto degli standard previsti dalla carta dei servizi sottoscritta con le associazioni dei consumatori”.

Qualche giorno dopo, un avocato brindisino che si era sorbito un’ora di fila senza poi riuscire a ottenere la corrispondenza non recapitata chiese mille euro di danni alle Poste Italiane, per il tempo perso a vuoto. Ma neanche la minaccia di azioni legali è servita a qualcosa. Perché i disagi continuano e ancora non si vede la luce infondo al tunnel. 

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