Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

Dissesto Banca Etruria: doccia fredda anche per molti risparmiatori bridisini

Hanno visto andare il fumo il loro investimento i correntisti brindisini che avevano acquistato le obbligazioni di un istituto di credito, la Banca Etruria, per la quale il governo e la Banca d’Italia hanno predisposto in tempi da record un salvataggio da 3,6 miliardi di euro, riguardante anche altre tre banche in dissesto in dissesto, fra cui la Cassa di Ferrara e Banca Marche

BRINDISI – Hanno visto andare il fumo il loro investimento i correntisti brindisini che avevano acquistato le obbligazioni di un istituto di credito, la Banca Etruria, per la quale il governo e la Banca d’Italia hanno predisposto in tempi da record un salvataggio da 3,6 miliardi di euro, riguardante anche altre tre banche in dissesto in dissesto, fra cui la Cassa di Ferrara e Banca Marche. Gran parte dei risparmiatori brindisini si è rivolta alla Confconsumatori.

“Banca d’Italia – afferma l’avvocato Emilio Graziuso, componente del direttivo nazionale di Confconsumatori - ha decretato la trasformazione delle obbligazioni subordinate (emesse principalmente dall’anno 2011 in poi) in capitale, azzerandone il valore e l’esigibilità. Diversi risparmiatori brindisini che avevano investito il proprio denaro in titoli  di Banca Etruria hanno già  comunicato una sconcertante scoperta: erano convinti di aver acquistato un titolo remunerativo, un’obbligazione, ma hanno visto sfumare tutto il loro investimento a seguito del dissesto della Banca, una condizione, quest’ultima, prevista dall’emittente del titolo. Ciò, va precisato, vale solo per le obbligazioni subordinate e non per le altre obbligazioni che saranno soddisfatte dalla nuova società”.

Insomma gli azionisti delle quattro banche e i titolari di bond subordinati, riceveranno qualcosa solo se la c.d. “Bad Bank”, cioè le vecchie banche rimaste in piedi, riceverà qualcosa dai propri debitori.

La Confconsumatori, in questi giorni, sta approfondendo i vari aspetti della materia, analizzando nel dettaglio le diverse fattispecie, al fine di individuare possibili strategie per ottenere ristoro dalle perdite dei piccoli risparmiatori, specie per i titolari di obbligazioni subordinate. 

"Occorre valutare caso per caso la modalità di vendita adottata dalla Banca – prosegue Graziuso – spesso, infatti, si tratta di titoli complessi che non avrebbero dovuto essere venduti a piccoli risparmiatori. Oltretutto il “collocamento” di tali titoli doveva essere preceduto da uno specifica informativa sull’elevato rischio dell’investimento, in assenza della quale è possibile contestare la validità dell’acquisto".

La Confconsumatori, oltre a fornire assistenza ai risparmiatori dei quattro Istituti di Credito liquidati forzosamente, sta già predisponendo un intervento nei confronti della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia per sostenere le ragioni dei piccoli risparmiatori.

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