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Perseguitata dall'ex anche mentre guidava: donna costretta a cambiare vita

Emesso un divieto di avvicinamento alla parte offesa a carico di un 31enne, già indagato per stalking nei confronti della malcapitata

MESAGNE – In almeno due occasioni avrebbe tentato di bloccarla mentre si trovava alla guida della sua auto. Un 31enne residente nella provincia di Lecce (A.S. le iniziali del suo nome), già indagato per atti persecutori nei confronti della sua ex, continuava a molestare la malcapitata, al punto da farla sprofondare in un incubo. Per questo, a seguito di una serie di accertamenti investigativi condotti dai poliziotti del commissariato di Mesagne, il 31enne è stato raggiunto ieri pomeriggio (giovedì 18 marzo) da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare coercitiva del divieto di avvicinamento alla parte offesa e ai luoghi da lei frequentati emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della locale procura della repubblica.

L‘uomo aveva già ricevuto un avviso di conclusione delle indagini per il reato di stalking nei confronti della ex. Ma il procedimento a suo carico non lo aveva frenato. Basti pensare che l’indagato avrebbe persino raggiunto la ex convivente mentre era a bordo della propria autovettura tentando di bloccarle la strada, desistendo dal tentativo di aggressione solo quando la donna, occupando la corsia opposta, ha attirato l’attenzione di altri utenti della strada.

La donna, infine, a seguito dell’ennesima aggressione, ha trovato il coraggio di recarsi presso gli uffici del commissariato di pubblica sicurezza di Mesagne per denunciare questa serie infinita di atti persecutori che le avevano provocato un perdurante stato di ansia e paura ed un fondato timore per la sua incolumità, costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita, al punto da indurla a limitare le proprie uscite al fine di evitare qualsiasi contatto con il prefato. Le indagini condotte dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Mesagne, sotto il coordinamento della Procura della repubblica, hanno quindi portato all’emissione della misura coercitiva. 

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