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Divieto di sosta, multato dai vigili anche l’assessore al Bilancio

Lo rivela lo stesso D’Errico in Assise: “Ho sbagliato”. Le opposizioni: “Multe, repressione eccessiva”

BRINDISI – Sorpresa: anche l’assessore al Bilancio del Comune di Brindisi, è stato multato per divieto di sosta dai poliziotti municipali. Cristiano D’Errico ha fatto “mea culpa” svelando l’errore in Consiglio comunale rispondendo ai consiglieri di opposizione, secondo i quali - soprattutto nella zona del Centro -  gli automobilisti sono “stressati” dalla condotta degli agenti.

La variazione di bilancio

Cristiano D'ErricoTroppe multe. Nessuna comprensione. Poca educazione. Incassi a go-go, a sentire i più arrabbiati degli esponenti di minoranza, come Massimiliano Oggiano di Fratelli d’Italia, ed Ercole Saponaro della Lega con Salvini. Vero è che il Comune di Brindisi stima un aumento delle entrate sino alla fine dell’anno, nella misura di 400mila euro, con incassi complessivi che dovrebbero arrivare a due milioni e 300mila euro, rispetto alla previsione iniziale di un milione e 900mila, determinata dalla gestione commissariale.

Vero anche che l’Amministrazione di centrosinistra, porterà a compimento una manovra di bilancio, approvata a maggioranza, per coprire la prosecuzione dei contratti di lavoro con i sette agenti locali, sino al 31 dicembre 2018. L’ultimo giorno di lavoro sarà il prossimo 8 ottobre. La somma destinata a coprire i costi delle sette unità è pari a 170mila euro.

Una manovrina che non ha convinto affatto le minoranze, neppure dopo il retroscena personale consegnato pubblicamente da D’Errico: “Ho parcheggiato la moto male e poiché ho sbagliato è giusto che io paghi”, da detto in Aula. Ma per gli esponenti di minoranza, non cambia di una virgola.  Perché non è possibile tollerare – dicono – lo “strano sillogismo tra aumento degli incassi legati alle violazioni al Codice della Strada e prosecuzione del rapporto di lavoro di quei vigili urbani”.

“In particolare, si registra una massiccia repressione nella zona del Centro, dove gli automobilisti vengono stressati”, ha detto Oggiano. “E’ saltata una buona regola che viene seguita a scuola, ossia educazione prima di tutto, poi prevenzione e infine sanzione”. “Ma nei quartieri non si vede nessuno, persino al rione Paradiso dove c’è il comando della polizia locale e allora la legalità è dappertutto”, ha aggiunto Luciano Loiacono. “Qualcuno ci dica, poi, per quale motivo le biciclette in uso ai vigili sono sponsorizzate da una ditta privata”.

Il sindaco

Nulla quaestio, per il sindaco Riccardo Rossi: “Qui mi sembra di trovarmi di fronte a un interrogativo che ne ricorda uno famoso: è nata prima la multa o prima l’assunzione dei vigili urbani? Non è questo il punto. Gli agenti sono pochi, ma proprio in Aula, in questa stessa seduta, è stata chiesta la presenza anche notturna degli agenti. E allora come si fa? Tra l’altro la destinazione degli incassi, è prevista dallo stesso legislatore e se gli automobilisti parcheggiano dove non devono, vanno multati”. Ancora: "Ho l'impressione che ci troviamo davanti al film l'ora legale, sceneggiatura in cui tutti vogliono la legalità e poi?"

La replica di Oggiano: “Nessuno ha chiesto di favorire forme di illegalità. Anzi. Il corpo deve continuare a svolgere il proprio lavoro, ma io mi chiedo se prima i cittadini fossero perfetti, per lo meno nel periodo della gestione commissariale, oppure se i vigili non svolgevano correttamente il proprio lavoro. Piaccia o no, c’è un aumento esponenziale. La mia curiosità è questa: quante di queste multe sono state fatte da questi vigili?”, ha chiesto. “Sindaco, ho apprezzato il suo sforzo, ma non lo ritengo sufficiente, ci fermiamo a un 5”.

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