"Do ut des": Cascione, Elia e Pagano davanti al gip. "Mai preso tangenti"

L'ex sindaco Francesco Cascione, uno dei suoi ex assessori, Gabriele Elia, e il funzionario comunale Ionni Pagano hanno negato di aver mai intascato delle tangenti nella gestione degli appalti del Comune di Cellino San Marco. Le altre persone che stamani si sono presentate davanti al gip si sono avvalse della facoltà di non rispondere

Francesco Cascione nell'auto dei carabinieri

BRINDISI – L’ex sindaco Francesco Cascione, uno dei suoi ex assessori, Gabriele Elia, e il funzionario comunale Ionni Pagano hanno negato di aver mai intascato delle tangenti nella gestione degli appalti del Comune di Cellino San Marco. Le altre persone che stamani si sono presentate davanti al gip Paola Liaci nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia dell’operazione “Do ut des”, si sono avvalse della facoltà di non rispondere.

Oggi (13 aprile) era il turno degli indagati reclusi in carcere: l’ex sindaco Francesco Cascione, 42 anni, eletto fra le file del Pdl, difeso da Massimo Manfreda; Gabriele Elia, 32 anni, ex assessore con delega ai Servizi sociali; Gianfranco Quarta, 58 anni, ex assessore con delega al Commercio e alle Attività produttive, difeso da Giovanni Gabellone; Corrado Prisco, 50 anni, ex vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e ai Parchi pubblici, difeso da Samuele Leo: Gianfranco Pezzuto, 38 anni, ex assessore con delega al Bilancio, all'Annona e ai Tributi, difeso da Karim Pantaleo e Vincenzo Farina; Ionni Pagano,49 anni, funzionario in servizio presso l’ufficio tecnico comunale in qualità di geometra, difeso da Rosalba Gatto e Marco Ventura; Omero Molendini Macchitella, 58 anni, “esponente politico di rilievo e consulente non retribuito a contratto del comune di Cellino", difeso da Massimo Farina. L’ottavo indagato raggiunto dalla misura cautelare in carcere, Francesco Francavilla, 35 anni, già noto alle forze dell’ordine, è tuttora irreperibile. 

Cascione ha reso dichiarazioni spontanee, smentendo l’impianto accusatorio. Il suo avvocato ha inoltre chiesto l’acquisizione dei file audio delle intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano il suo assistito.

Gabriele Elia ha risposto alle domande del giudice, negando ogni forma di percezione di somme illecite. L’unica somma percepita da Cascione, pari a mille euro, sarebbe stata a titolo di contributo per il tour elettorale sostenuto nel gennaio del 2014 a bordo di un camper, con le insegne di Forza Italia. Elia ha spiegato di aver percepito anche altri contributi (da 200 e 300 euro) per finanziare il suo giro d’Italia in camper: un’impresa che avrebbe avuto un costo complessivo di circa 8mila euro. Per racimolare tale somma, Elia ha spiegato di aver venduto anche la sua auto, al prezzo di 3mila euro. L’impegno politico di Elia fra le file di Forza Italia, del resto, è andato avanti fino al giorno dell’arresto, quando è stato sospeso dall’incarico di vice coordinatore provinciale del partito, che gli era stato conferito poche settimane fa. 

Elia ha affermato inoltre di essere del tutto estraneo a un presunto giro di tangenti riguardante l’affidamento dell’appalto per il sistema di efficientamento energetico. E poi ha fatto notare al gip che le conversazioni captate durante le indagini sono sempre state frutto del caso: di incontri occasionali per strada. A sua discolpa, Elia ha anche fatto presente di aver avuto la revoca delle sue deleghe da assessore circa un paio di mesi prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, avvenuto nel maggio del 2014.

Anche il funzionario Ionni Pagano ha chiarito la sua posizione, negando i fatti che gli svengono addebitati.

Fra mercoledì e giovedì, verranno interrogati gli indagati in regime di domiciliari: Tommaso Ricchiuto, 70 anni, di Castrignano del Capo (Lecce),che con la società Igeco è l'azionista privato di maggioranza del porticciolo turistico Marina di Brindisi (la stessa Igeco era la concessionaria a Cellino San Marco del servizio di raccolta dei rifiuti); Antonio Cozzoli, 61 anni, di Brindisi, imprenditore; Bruno Alfredo Bruno, 58 anni, imprenditore di Calimera (Lecce); Angelo Diego Lippolis, 41 anni, imprenditore di di Noci (Bari); Antonio Vincenzo Fasiello, Gli indagati 51 anni, imprenditore di Vernole (Lecce); Giuseppe Gigante, 57 anni, imprenditore di San Pietro Vernotico.

Altre otto persone sono indagate a piede libero. Le indagini sono state condotte per oltre un anno e mezzo dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, sotto la regia del Pm Antonio Costantini. L’associazione per delinquere di cui secondo l’accusa farebbero parte l’ex sindaco, i quattro ex assessori, il tecnico comunale Pagano e il consulente Molendini aveva come principale obiettivo la gestione degli appalti comunali, che il più delle volte venivano affidati a imprenditori disposti a versare una tangente mascherata dal sistema della sovra-fatturazione (la parte fatturata eccedente rispetto al valore reale dei lavori assegnati era quella che finiva nelle tasche dei sodali, che spartivano il bottino in parti uguali).

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