Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Cellino San Marco

"Do ut des": domiciliari a Cascione e agli ex assessori. Liberi gli imprenditori

Lascia il carcere e torna a casa in regime di domiciliari l'ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, arrestato lo scorso 10 aprile nell'ambito dell'operazione, denominata "Do ut des", su un giro di appalti e tangenti nel comune di Cellino, prima dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare presentata dagli avvocati dell'ex primo cittadino

CELLINO SAN MARCO – Lascia il carcere e torna a casa in regime di domiciliari l’ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, arrestato lo scorso 10 aprile nell’ambito dell’operazione, denominata “Do ut des”, su un giro di appalti e tangenti nel comune di Cellino, prima dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare presentata dagli avvocati dell’ex primo cittadino, Massimo Manfreda e Giuseppe Guastella.

Sono stati concessi i domiciliari anche agli altri assessori della giunta di centrodestra che ha governato il paese fino al maggio del 2014: Gabriele Elia, 32 anni, ex assessore con delega ai Servizi sociali, difeso da Giancarlo Camassa, che ha ottenuto l'annullamento del capo di imputazione riguardante il suo coinvolgimento nel pilotaggio dell'appalto per i lavori di riqualificazione di una piazza in via Squinzano; Gianfranco Quarta, 58 anni, ex assessore con delega al Commercio e alle Attività produttive, difeso da Giovanni Gabellone; Corrado Prisco, 50 anni, ex vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e ai Parchi pubblici, difeso da Samuele Leo; Gianfranco Pezzuto, 38 anni, ex assessore con delega al Bilancio, all'Annona e ai Tributi, difeso da Karin Pantaleo e Vincenzo Farina. Domiciliari anche a Omero Molendini Macchitella, 58 anni, “esponente politico di rilievo e consulente non retribuito a contratto del comune di Cellino", difeso da Massimo Farina.

Tornano liberi, invece, con divieto di esercitare attività di impresa per i prossimi sei mesi, due degli imprenditori reclusi in regime di domiciliari: Angelo Diego Lippolis, 41 anni, di Noci (Bari), socio accomandante della “Lippolis Costruzioni sas”, difeso dagli avvocati Rosario Almiento e Alessandro Dellorusso; Bruno Alfredo Bruno, 58 anni, imprenditore di Calimera (Lecce). Viene rimesso in libertà anche Antonio Vincenzo Fasiello, 61 anni, di Vernole (Lecce), imprenditore attivo nel settore della movimentazione della terra.

Domani (30 aprile),  presso il tribunale del Riesame verranno discusse le istanze di scarcerazione presentate dagli avvocati di Francesco Francavilla (recluso in carcere), 35 anni, dell’imprenditore Tommaso Ricchiuto (ristretto ai domiciliari), di Ionni Pagano (anche lui in carcere), 49 anni, funzionario in servizio presso l’ufficio tecnico comunale in qualità di geometra e di Giuseppe Gigante, 57 anni, consulente non retribuito a contratto del Comune di Cellino San Marco, difeso da Samuel Politi e  Francesco Pietro De Luca. L'imprenditore brindisino Antonio Cozzoli erà già tornato in libertà su decisione del gip che ha firmato l'ordinanza, Paola Liaci, con il parere favorevole del pm che ha coordinato le indagini, Antonio Costantini. 

In basso le foto degli avvocati Massimo Manfreda e Giuseppe Guastella

L'avvocato Massimo Manfreda giuseppe guastella-2

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