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Cronaca San Pietro Vernotico / piazza Falcone

Il prete anti camorra a parlare di legalità nel Brindisino

"Ma vi rendete conto di come stiamo inguaiati? Questo è il tempo in cui dobbiamo costruire, fare, combattere contro il silenzio". Don Luigi Merola, il sacerdote anti camorra, noto per le sue continue lotte per il trionfo della giustizia, ha fatto tappa nel Brindisino, e ha stregato il suo pubblico

SAN PIETRO VERNOTICO - “Ma vi rendete conto di come stiamo inguaiati? Questo è il tempo in cui dobbiamo costruire, fare, combattere contro il silenzio”. Don Luigi Merola, il sacerdote anti camorra, noto per le sue continue lotte per il trionfo della giustizia, ha fatto tappa nel Brindisino, e ha stregato il suo pubblico.

Questa mattina ha incontrato i ragazzi del liceo classico Benedetto Marzolla di Brindisi, nell'ambito del progetto “Un futuro per i giovani”, organizzato dal Rotary club Brindisi Valesio, mentre nel pomeriggio ha tenuto un dibattito-incontro sul tema “educazione alla legalità” nell'aula consiliare del Comune di San Pietro Vernotico.

“Non chiamatemi prete anti camorra, sono venuto qui come sacerdote di una terra martoriata, di una terra dove ci sono 12mila bambini che vivono per strada, ma a Napoli non c'è solo disperazione e la prima cosa che dobbiamo fare è combattere contro il silenzio”, ha esordito il giovane sacerdote (41 anni), sotto scorta dal 2004 per essersi schierato sempre in prima linea, con grande coraggio, nella lotta alla camorra.

“Sono qui perchè non dobbiamo mollare, andate avanti senza interruzioni”. Ne ha avute per tutti don Luigi Merola: istituzioni, famiglia, politici, scuola. In poco più di un'ora di discorso ha toccato e analizzato ogni aspetto della società moderna spiegando perchè molte cose non funzionano: “In Italia non si cerca la verità”. Dimostrando come “stiamo inguaiati”.

Ha spiegato come “I beni confiscati diventeranno “mali”, perchè lo Stato dopo aver istituito la legge che confisca i beni della mafia e li assegna alle associazioni Onlus, non ha previsto alcuna legge che eroga fondi per mantenere queste strutture. “Così ci ritroviamo a dover vendere libri per mantenere le associazioni”.

Nel 2007 ha fondato nel quartiere Arenaccia di Napoli, in un immobile confiscato alla mafia, “A voce d' 'e creature”, un'associazione cheil pubblico-2 sostiene 150 bambini nel percorso scolastico. “Perchè dovete sapere che se un bambino a Napoli non va a scuola, non è sempre perchè deve portare la droga da qualche parte, ma perchè non ha i soldi per comprare i libri, e se ne vergogna, perchè la scuola lo rimprovera per non avere il materiale didattico. Allora noi compriamo i libri”. Ha tuonato il prete napoletano.

“Nessun bambino nasce delinquente. Se i nostri figli sono sbandati è perchè oggi mamma dice una cosa e papà ne dice un'altra. I genitori devono stare seduti tutti e due intorno allo stesso tavolo, devono spegnere la tv spazzatura e parlare con i loro figli”.

Alla fine del dibattito, don Luigi prima di congedarsi ha lasciato una dedica su ogni libro acquistato, il cui ricavato viene utilizzato per sostenere le attività della sua associazione. 

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