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Gianluca Tanzarella, da lui è partita l'indagine

Gianluca Tanzarella, da lui è partita l'indagine

"Door to Door", l'ordinazione per lo spacciatore di coca: "Mi fa male il dente, portami le sigarette"

BRINDISI - Era partita da un tentato omicidio, l’operazione “Door to door” condotta dalla squadra Mobile di Brindisi e che ha portato all’alba di oggi all’arresto di sette persone. Nel mirino era finito Gianluca Tanzarella, raggiunto presso la sua abitazione estiva. Era la prima settimana del giugno 2005, e solo grazie alla sua pronta reazione, allertato dalle grida della moglie, Tanzarella era riuscito a sfuggire all’agguato. Lui, però, si era ben guardato dal denunciare l’episodio. Anzi, aveva provveduto a tinteggiare le pareti per nascondere i fori dei proiettili sulle pareti. Ma è servito a ben poco, visto che la stessa polizia è riuscita a individuare le tracce dell’agguato.

BRINDISI - Era partita da un tentato omicidio, l'operazione "Door to door" condotta dalla squadra Mobile di Brindisi e che ha portato all'alba di oggi all'arresto di sette persone. Nel mirino era finito Gianluca Tanzarella, raggiunto presso la sua abitazione estiva. Era la prima settimana del giugno 2005, e solo grazie alla sua pronta reazione, allertato dalle grida della moglie, Tanzarella era riuscito a sfuggire all'agguato. Lui, però, si era ben guardato dal denunciare l'episodio. Anzi, aveva provveduto a tinteggiare le pareti per nascondere i fori dei proiettili sulle pareti. Ma è servito a ben poco, visto che la stessa polizia è riuscita a individuare le tracce dell'agguato.

Tanzarella disponeva di armi, e assieme ad altri soggetti si dedicava anche a furti di auto e moto, chiedendo il "cavallo di ritorno" ai proprietari dei mezzi. Ma soprattutto era dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti. E, stando a quanto rilevato dagli inquirenti, la droga veniva chiamata in tutti i modi al telefono, quando si trattava di mettersi d'accordo per la consegna: fumo, cd, cioccolato, sigarette, pacchetti di sigarette, aperitivo, caffè, birretta, femmine, macchina, classe A. Qualsiasi nome generico era valido per intendere la "roba", da consegnare o che veniva attesa.

LE ARMI - In un colloquio tra Tanzarella e Sinisi, il primo avrebbe chiesto al secondo se la pistola trovata in possesso di Francesco Primiceri (finito sul registro degli indagati) fosse un'arma pulita, cioè non utilizzata per altri reati. "Era di mio padre quella (Donato Borromeo, ndr)" avrebbe affermato Sinisi, riferendosi al patrigno. Tanzarella, inoltre, disponeva di una rivoltella calibro 44, e durante un colloquio Sinisi voleva che gliela consegnasse, spiegando di doverla dare al padre. Ma Tanzarella si era rifiutato. "E quella sola tengo?", avrebbe detto. "E dammi quell'altra, gliela devo mettere a posto, una gliela devo dare a mio padre, Gianlù", avrebbe risposto Sinisi, ma Tanzarella voleva prima in cambio una calibro 9.

I FURTI - Tra i vari reati commessi da Tanzarella, c'è anche il furto di un marsupio contenente 70 euro, documenti personali, assegni, carte di credito e chiavi, compiuto a bordo di una vettura, parcheggiata nei pressi del ristorante Vigna Marina. Tanzarella aveva pranzato con la famiglia, ma non aveva ceduto alla tentazione di un colpo facile. In macchina con la famiglia c'era anche Primiceri. "Io l'ho presa. Fammi svuotare tutto a me", avrebbe detto Tanzarella. "Dai, una volta io", avrebbe risposto Primiceri. "Marlboro, Marlboro?la carta di credito sta?70 euro tiene?senza soldi ce ne andiamo?andiamo, andiamo".

LA DROGA - E' sicuramente lo spaccio di sostanze stupefacenti a rappresentare la parte principale dell'ordinanza firmata dal gip Alcide Maritati. Ricorrente è l'utilizzo al telefono di diverse espressioni per intendere la droga, proprio per evitare di destare sospetti in caso di intercettazioni. "Un paio di sigarette me le puoi mandare?", chiede un tizio ai domiciliari al telefono con Tanzarella. "No, niente?che so no non mi ero mica ritirato?passavo, no?", avrebbe risposto, alludendo al mancato rifornimento. Alla stessa persona che si lamentava di un "dolore di denti", Tanzarella avrebbe detto poco dopo: "Ah ah, avvisa la Questura e vai in ospedale e fatti fare una puntura?". "Due sigarette me le porti?" gli chiede ancora il tizio. "Vado a vedere se sta aperto il mio amico che non ho soldi per comperarle, hai capito? Se sta aperto il mio amico, te li prendo ok", avrebbe chiuso Tanzarella.

Nello spaccio di droga sono coinvolti anche Maurizio e Marco Baglivo, padre e figlio, finiti entrambi in carcere. Anche loro, al telefono, utilizzano termini in codice per non parlare di droga. "Vedi che siamo cinque persone -, diceva Maurizio al figlio, per intendere cinque dosi di cocaina -, più tardi. un quarto d'ora, mezz'ora, poi vengo?casomai sparisci. Il coso mio?". "Io lo tengo", rispondeva il figlio.

CODICI PRIVATI - Anche con le donne, pure al corrente di certe situazioni, si cercava di utilizzare espressioni criptiche, senza riferimenti dirette. In un dialogo tra uno degli arrestati e la sua donna, l'uomo le fa sapere di essere prima impegnato in "giri" legati evidentemente allo spaccio, e che solo in un secondo momento i due si sarebbero incontrati. "Che facciamo questa sera, amò?", chiedeva lei. "Prima devo andare un po' a passeggio, lo sai. Poi verso le nove mi sto con te sopra casa, ci svaghiamo una mezz'oretta, e poi usciamo perché lo sai devo tenere il telefono acceso apposta perché?per il fatto che ora stavo parlando con quella persona che dopodomani glieli devo dare, hai capito?", rispondeva lui. Ma la protesta della donna innamorata non conosce ragioni: "Sì, non è che dobbiamo fare come l'altra volta no? Che si mettono a canzone uno dietro l'altro con i telefoni. E basta che non rompono le p? in quel momento". "E no - la rassicura lui -, in quel momento gli dico di aspettare". "Mi pensi proprio è vero, no?", chiede la donna. "Lo sai che ti penso sempre".

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