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Doping fra i culturisti: due degli arrestati rispondono alle domande di gip e pm

Giuliano Bufano e Maurizio D'Errico si sono presentati stamani davanti al giudice per la prima tranche di interrogatori delle 10 persone arrestate con l'accusa di far parte di un giro di commercializzazione illegale di prodotti dopanti che abbraccia varie provincie italiane. Entrambi hanno risposto alle domande del pm e del giudice

BRINDISI – Giuliano Bufano e Maurizio D’Errico si sono presentati stamani davanti al giudice per la prima tranche di interrogatori  delle 10 persone arrestate con l’accusa di far parte di un giro di commercializzazione illegale di prodotti dopanti che abbraccia varie provincie italiane. Sia Bufano, 41enne di Mesagne, che D’errico, 46enne di San Pancrazio Salentino, difesi dall’avvocato Rosanna Saracino, hanno risposto alle domande del pm che ha condotto l’indagine, Milto Stefano De Nozza.

Il gip firmatario dell’ordinanza, Valerio Fracassi, non ha potuto presenziare all’interrogatorio ed è stato sostituito dal collega Maurizio Saso. I due indagati hanno chiarito la loro posizione, entrando nel merito di alcune conversazioni telefoniche riportate nel corposo provvedimento. Bufano è un body builder professionista, noto a livello nazionale. D’Errico è solo un istruttore estraneo al mondo dell’agonismo. L’avvocato si è riservato di presentare istanza di attenuazione della misura cautelare, al gip o al tribunale della Libertà.

Entro i primi giorni della prossima settimana, il giro di interrogatori verrà completato. Oltre a Bufano e D’Errico, sono stati arrestati: Giorgio Montinaro 37 anni di San Vito Dei Normanni, Walter Cascarano 44 anni di Brindisi, Salvatore Pulli 47 anni di Veglie, Gennaro Botrugno 41 anni di Faggiano, Antonio Valentino Brescia 41 anni di Manduria, Paolo De Vizzi 40 anni di Manduria, Antonio Marangi 38 anni di Pulsano, Giosuè Caracciolo 35 anni di Taranto. In flagranza, a Palermo, Filippo Mascucci 45 anni di Palermo. 

Nata nel 2011, condotta dai carabinieri dei Nasi di Taranto in sinergia con la Procura di Brindisi, l’inchiesta coinvolge diversi istruttori e proprietari di palestre del Brindisino ma ha interessato diverse province, tra cui Bari, Taranto, Lecce, Roma, Napoli, Palermo, Catania, Messina, Parma, Reggio Emilia e Ascoli Piceno. I reati contestati sono a vario titolo associazione per delinquere finalizzata alla vendita illegale di farmaci, ricettazione, falso, ed esercizio abusivo della professione.

Secondo quanto accertato dagli investigatori veniva adottato anche nel Brindisino, il metodo “Seccarecci” dal nome di Daniele Seccarecci, noto body builder di Livorno, poi trasferitosi a Taranto, stroncato nel settembre 2013 da un infarto. Lo sportivo aveva confessato durante un interrogatorio di aver fatto ricorso agli steroidi come elemento indispensabile per la disciplina praticata. Sono in tutto 65 gli indagati.

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