Cronaca

Finita la festa restano i box vuoti, e soli sei operai per smontare tutto

Terminato da pochi giorni il Negroamaro Wine Festival la città fa i conti con la scia lasciata dall'evento: in ordine sparso, i complimenti di chi ha visto nel festival un'opportunità per Brindisi, le critiche di chi tra i lati negativi e quelli positivi ha visto prevalere i primi e le famigerate casette

BRINDISI - Terminato da pochi giorni il Negroamaro Wine Festival la città fa i conti con la scia lasciata dall’evento: in ordine sparso, i complimenti di chi ha visto nel festival un’opportunità per Brindisi, le critiche di chi tra i lati negativi e quelli positivi ha visto prevalere i primi e le famigerate casette. Sono gli stand che durante i cinque giorni del festival hanno ospitato i circa 200 espositori, dalle cantine della provincia brindisina ai produttori artigianali di birra, dalle cucine più ricercate ai “semplici” paninari; sono gli stand che hanno occupato dal 14 maggio i già pochi posti auto del centro storico e che continueranno ad occuparli fino al 18 giugno, almeno così è scritto sull’ordinanza municipale che vieta la sosta in più punti del centro a residenti e visitatori (anche se come si può vedere nella foto scattata da BrindisiReport.it c’è chi ha trasformato le casette in funzionali posti auto al coperto).

stand NFW via colonne-2Proprio questa “occupazione” prolungata, poco più di un mese, ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, trasformandosi nella prima critica portata all’organizzazione del Nwf (acronimo di Negroamaro Wine Festival) ben prima che l’evento iniziasse. Non va giù infatti la lentezza impiegata nei lavori di allestimento e i tempi lunghi che ci vorranno per smontare il tutto. Perché, diciamo la verità, 5 giorni di festival e 30 di preparazione logistica, un rapporto difficile da accettare, come sempre i numeri non mentono, qualcosa non va.

Prima di tutto al fine lavori indicato dall’ordinanza mancano 6 giorni, le casette sono vuote e incustodite dall’ultimo giorno del Nwf vale a dire il 9 giugno, solo tre giorni, ma se si prova a fare un giro tra le vie del percorso enogastronomico pensato dall’organizzazione del festival quello che ci si trova davanti è uno spettacolo deprimente. È facile infatti, soprattutto con il caldo di questi giorni, aggirandosi tra le casette di via Colonne, una delle strade più belle della città che dal Duomo porta alla scalinata Virgiliana, incappare con l’olfatto negli odori che fino a qualche sera prima caratterizzavano il festival, taniche di olio usato, cibo avariato, liquidi nauseabondi e un generale strato di sporcizia dominano ogni casetta. 

stand NWF sotto Palazzo Nervegna i primi lavori di smantellamento (particolare operai)-2Alla faccia della città del turismo, delle crociere e dei croceristi, dei nostri monumenti e dei cittadini che devono convivere con quello che può essere definito un autentico disagio, alla faccia di Brindisi e dei brindisini che tanto amano la città da indignarsi ad ogni critica che corre dalla rete all’etere alla carta stampata, perché è sempre meglio arrivare al 5 e non parlare del 7, dell’8, così si pensa che dopo il 5 non ci sia niente e ci si volta felici a guardare il 4, e si rimane lì nel migliore dei casi.

Si rimane lì come le casette che diventeranno, col passare dei giorni, espositori di disagio cittadino, naturalmente se non si agisce subito, perché in teoria basterebbe pulire, avere un occhio di riguardo in più per una situazione che vede tra i maggiori protagonisti l’amministrazione comunale stessa, essendo patrocinatore e sponsor, per una somma che supera i 100 mila euro, dell’evento, si potrebbero ingaggiare più operai e accelerare le operazioni di smantellamento.

NWF parcheggio alternativo-2Non si capisce perché Nwf impiega 30 giorni per queste operazioni, anche se i palchi dove si sono esibiti i gruppi musicali, che hanno un costo di affitto giornaliero elevato, sono stati smantellati in poche ore, mentre un’altra manifestazione, non meno impegnativa per quanto riguarda la logistica, come la Regata Brindisi - Corfù abbia avuto un impatto invasivo sulla città pari a zero. Non si capisce perché questa mattina (12 giugno), a 3 giorni dalla chiusura del NWF a lavorare per smontare le casette si potevano contare non più di sei operai, e che, a detta loro, non ci vorranno meno di due settimane per liberare il nostro centro storico, che intanto è sfregiato da questo lascito, e come scheletri dei bagordi dell’ormai passato ci ricordano che basta poco per rovinare le cose belle.

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