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Cronaca

Dopo il furto i guai con la polizia

BRINDISI – E’ facile finire dalla padella nella brace, e nel caso specifico da una casa visitata dai ladri al pronto soccorso in stato di agitazione. Bastano poche circostanze: un fucile che salta fuori durante l’ispezione da parte della polizia, la denuncia dell’arma che non si può trovare su due piedi perché l’appartamento è a soqquadro e il proprietario ha 80 anni, e infine l’impazienza di un operatore delle forze dell’ordine, per fortuna compensata da quella dei colleghi.

BRINDISI - E' facile finire dalla padella nella brace, e nel caso specifico da una casa visitata dai ladri al pronto soccorso in stato di agitazione. Bastano poche circostanze: un fucile che salta fuori durante l'ispezione da parte della polizia, la denuncia dell'arma che non si può trovare su due piedi perché l'appartamento è a soqquadro e il proprietario ha 80 anni, e infine l'impazienza di un operatore delle forze dell'ordine, per fortuna compensata da quella dei colleghi.

Questo racconta una lettera inviata al questore e al prefetto di Brindisi, ma anche ai giornali, in cui si racconta la travagliatissima domenica - con prosieguo nella mattinata successiva - di una coppia di anziani coniugi brindisini. Scoperto il disastro compiuto dai ladri, è stata chiamata la polizia, che ha inviato subito sul posto una volante. Per fortuna i topi di appartamento non hanno portato via anche l'arma che era in casa, un vecchio fucile da caccia.

L'arma però viene notata dagli agenti, che chiedono ragione di questa presenza. Il proprietario spiega che lui è un ex cacciatore, e che quel fucile è in casa da decenni, forse da 50 anni. E dov'è la denuncia prevista dalla legge? L'anziano dice che il fucile è regolarmente denunciato, ma che in quel momento non può trovare quel pezzo di carta, nel caos che lo circonda. I poliziotti sono comprensivi e gli chiedono di cercarlo con più calma ma di portarlo negli uffici della Sezione volanti non più tardi delle 8 del mattino di lunedì.

La denuncia, con l'aiuto dei figli dell'80enne, alla fine salta fuori. Risale esattamente al 1963, quando il fucile fu acquistato. E' un vero e proprio cimelio. Ma gli interessati arrivano in questura oltre il termine che era stato concesso, e si trovano alle prese con un ispettore di turno - dice la lettera - che non vuol sentire ragioni. Del resto, quel fucile non è registrato nei terminali. Ma altri poliziotti, con i dati riportati sulla denuncia del 1963, ne trovano corrispondenza in archivio.

Intanto l'anziano era stato portato in ospedale alcune ore prima: la preoccupazione per il possibile sequestro dell'arma e per una possibile denuncia in caso la licenza non fosse stata trovata, lo avevano portato ad un livello preoccupante di agitazione. La conclusione della lettera è che la soluzione del caso "abbia posto termine all'incubo di questa famiglia, che pur confermando grande stima per le forze dell'ordine, e credendo che sia solo uno sporadico episodio imputabile ai 40 gradi della giornata estiva, ha avuto come unica colpa quella di essere stata derubata, ed ora è in attesa che una volante gli riporti a casa il vecchio cimelio, magari con le scuse per quanto accaduto".

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