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Si riaccende la torcia, il sindaco annuncia riunione con Arpa e avvocati

"Una apertura intempestiva della valvola di riciclo antisurge del compressore ciclo frigo. La situazione è tornata nella normalità dopo qualche minuto a seguito dell’intervento dei tecnici" : questa la spiegazione inviata al Comune dalla direzione di Eni Versalis questa mattina dopo una nuuva accensione della torcia di emergenza

BRINDISI - "Una apertura intempestiva della valvola di riciclo antisurge del compressore ciclo frigo. La situazione è tornata nella normalità dopo qualche minuto a seguito dell’intervento dei tecnici" : questa la spiegazione inviata al Comune dalla direzione di Eni Versalis questa mattina dopo una nuuva accensione della torcia di emergenza di Punta di Torre Cavallo. Il sindaco perde la pazienza, l'ala industrialista del consiglio comunale accusa quella ambientalista di esagerare ad arte il problema, e sullo sfondo c'è la volontà di Eni di mettere Versalis sul mercato al miglior offerente, ma partendo da un prezzo considerato troppo basso: un miliardo di euro.

“La situazione è divenuta insostenibile, soprattutto alla luce delle emissioni anomale di N02 (biossido di azoto, ndr) riscontrate qualche giorno fa dal nostro drone ed in corso di validazione da parte dell’Arpa”, dichiara Consales. “Lunedì provvederò a concordare con il direttore regionale dell’Arpa, Giorgio Assennato, un incontro da svolgersi a Brindisi alla presenza del nostro ufficio legale, così come di assessori e capigruppo consiliari".

Il sindaco di Brindisi, Mimmo ConsalesSecondo il sindaco, la città di Brindisi "non può più sopportare questa situazione che comporta rischi notevoli anche dal punto di vista ambientale. Del resto, non è un mistero che l’accensione così frequente della torcia rappresenta una anomalia a cui Versalis non ha saputo porre rimedio nonostante i radicali interventi eseguiti sugli impianti alcuni mesi addietro. Non abbiamo alcun atteggiamento preconcetto nei confronti delle grandi industrie presenti nel nostro territorio, ma non intendiamo rimanere inermi rispetto a rischi per la nostra salute. Non escludo, pertanto, laddove dovessero essercene i presupposti, decisioni clamorose a tutela dei cittadini”.

L'intervento di Consales, e l'ennesima accensione della torcia di emergenza dell'impianto di cracking di Versalis, sottoposto a lunghe manutenzioni nei mesi scorsi, spiazza il consigliere comunale centrista Massimo Pagliara, dipendente del petrolchimico, proprio nel giorno in cui parte all'assalto del collega Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune) e del consigliere regionale brindisino del M5S, Gianluca Bozzetti, che erano tornati a sollevare la questione delle ripetute accensioni delle torce di emergenza e dei malfunzionamenti degli impianti che le generano, e delle comunicazioni dell'azienda agli enti territoriali.

"Fermo restando che è prerogativa di  ogni  consigliere  comunale  porsi  delle legittime domande e attivarsi per mettere in campo tutte le iniziative, come ad esempio la richiesta di una  convocazione di un consiglio monotematico,  per discutere e  garantire il rispetto delle  procedure previste dalle normative vigenti e tutelare la salute dei cittadini - scrive Pagliara - mi piacerebbe che il collega Rossi  e il consigliere regionale Bozzetti si preoccupassero allo stesso modo  del  futuro della chimica italiana, considerato che in queste settimane  Eni  ha dichiarato la volontà di cedere buona parte  della sua controllata nel settore chimico, a vantaggio di competitor straniere e  fondi di investimento esteri,  con tutti   i possibili scenari  negativi dal punto di vista occupazionale".

Massimo PagliaraTacere delle accensioni della torcia dello stabilimento Versalis di Brindisi e dei problemi connessi non farebbe certo cambiare idea ad Eni sui piani di riassetto e sulle società da cedere, ma Pagliara tiene a sottolineare che le procedure adottate dalla direzione aziendale per gli eventi in discussione probabilmente "sono quelle   sottoscritte  in data 10 settembre 2008 ed aggiornato in data 1 dicembre 2014   presso la Prefettura di Brindisi  'Protocollo Operativo sulle Attività di Informazione dei Gestori degli Stabilimenti Industriali',  dove si evince in maniera chiara ed inequivocabile che in 'caso di accensione della torcia per guasti tecnici',  i riferimenti a cui bisogna inviare immediata comunicazione telefonica vocale, comunicazione sms immediata, fax successivo sono: Prefettura-Vigili Del Fuoco –Comune di Brindisi (nella persona dell’ ingegnere Augusto responsabile della protezione civile ) - Provincia di Brindisi".

"Restano ovviamente fermi gli obblighi di informazione a carico dei gestori con riferimento agli eventi incidentali di all’art.3 del decreto legislativo 334/99 oggetto della pianificazione di emergenza esterna”, aggiunge il consigliere comunale Massimo Pagliara. "Rimane il fatto che le comunicazioni sono state regolarmente inviate  nella giornata del 5 novembre 2015.  Infatti i tecnici Arpa sono stati regolarmente  presenti nei minuti  immediatamente successivi allo sfiaccolamento della torcia per i rilievi del caso".

Il sindaco però stamane non solleva la questione delle comunicazioni sugli incidenti, ma quello del funzionamento degli impianti che rendono frequente il ricorso al circuito delle torce di emergenza. Se ne parlerà in sede di assemblea dei capigruppo, allargata al direttore di Arpa Puglia e all'ufficio legale del Comune. La data non è stata ancora stabilita ufficialmente. Circa il futuro di Versalis, va ricordato che in una sua recente visita a Brindisi l'amministratore delegato Eni, Claudio Descalzi, non aveva fatto cenno alla possibile vendita della società, e comunque tale ipotesi non era contenuta nella comunicazione sui contenuti dell'incontro di Descalzi con dirigenti e maestranze dello stabilimento. E' stata l'agenzia Bloomberg a diffondere per prima la notizia, ripresa dalla stampa immediatamente dopo.

Petrolchimico di Brindisi - Il crackerTale situazione richiede che i problemi del petrolchimico di Brindisi vengano affrontati anche nell'ottica di un futuro - come ricorda Massimo Pagliara - di obiettiva incertezza. L'arrivo di un nuovo padrone della punta più avanzata della chimica pubblica nazionale comporterebbe prevedibili ristrutturazioni. La città si deve preoccupare degli equilibri ambientali e delle ricadute sulla salute dei cittadini, ma anche delle centinaia di posti di lavoro del petrolchimico, una fabbrica che dal 1960 a Brindisi si è presa tutto, e che potrebbe svanire senza lasciare nulla.

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