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Doppio pacco-bomba: l'ombra degli appalti o una vendetta per un licenziamento

BRINDISI – Era indirizzato ad un altro imprenditore della “Cooperativa l’Ancora” di Brindisi, che si occupa di pulizia, manutenzione del verde e ausiliariato per diversi enti locali, il pacco-bomba individuato ieri nel deposito del corriere Sda di Carpiano (Milano) e fatto brillare dai carabinieri lombardi.

BRINDISI - Era indirizzato ad un altro imprenditore della "Cooperativa l'Ancora" di Brindisi, che si occupa di pulizia, manutenzione del verde e ausiliariato per diversi enti locali, il pacco-bomba individuato ieri nel deposito del corriere Sda di Carpiano (Milano) e fatto brillare dai carabinieri lombardi.

Spunta un altro risvolto inquietante sulla vicenda che lo scorso 22 marzo aveva riguardato un altro imprenditore della cooperativa, Gianluca Facecchia, destinatario di un altro ordigno - fortunamente inesploso - in formato pacco e ritirato dall'uomo presso l'ufficio postale di Brindisi.

Il nome del secondo "bersaglio" resta al momento top secret, ma nelle scorse ore è stato interrogato dai carabinieri di Brindisi che stanno cercando di fare chiarezza sull'intera vicenda.

L'allarme era scattato ieri pomeriggio: il plico trovato a Carpiano era stato spedito da Lecce, probabilmente nello stesso giorno di quello pervenuto a Facecchia, ma per un caso fortuito il pericolosissimo pacco non è giunto a destinazione, e il mancato recapito aveva fatto rientrare in giacenza il plico.

Segnalata l'esistenza dell'ordigno all'interno del deposito, sono giunti sul posto gli artificieri, che hanno bombardato il pacco con un cannoncino ad acqua di un robot.

Una scena, questa, molto simile a quella vissuta qualche giorno fa dal primo destinatario del pacco-bomba: poco dopo averlo ritirato dall'ufficio postale del rione "Perrino", infatti, Gianluca Facecchia aveva notato qualcosa di strano proprio mentre stava per aprirlo. Più esattamente, si era accorto della presenza di alcuni cavi elettrici. Da qui, l'allarme e la richiesta alle forze dell'ordine di verificare cosa vi fosse all'interno del pacco: i militari hanno trovato polvere da sparo e chiodi.

Non esclusa alcuna pista dagli investigatori che stanno seguendo le indagini, coordinate dal pm Cristina Fasano.Se il dato certo, alla luce di quanto emerso ieri, è che la vicenda sia direttamente collegata alle attività dell'azienda (tramonta così definitivamente l'ipotesi, oltretutto mai presa davvero in considerazione, che alla base del "messaggio" per Facecchia vi fossero problemi legati alla sfera privata), tre sono le piste maggiormente accreditate. Innanzitutto, la possibilità di una vendetta da parte di persone precedentemente allontanate dalla cooperativa. Strettamente legata a quest'ipotesi è la seconda, con gli inquirenti che stanno cercando di capire se la cooperativa abbia recentemente subito pressioni per concedere assunzioni, magari da individui in qualche modo legati alla criminalità organizzata e che avrebbero così voluto lanciare pericolosi segnali.

Infine, l'idea che dietro i due pacchi-bomba possano nascondersi retroscena relativi all'acquisizione di appalti per lavorare presso alcuni enti. A conti fatti, però, la Cooperativa l'Ancora in questo momento non sta nemmeno più esercitando la propria attività di ausiliariato presso l'ospedale "Perrino" di Brindisi, riservandosi l'area operativa solo sui nosocomi di San Pietro e Mesagne. Oltretutto, in un periodo nemmeno troppo lontano, l'Asl sembra orientata ad internalizzare l'attività di ausiliariato, togliendole così di fatto alle cooperative. Come dire, insomma, che al momento non esisterebbero grandi realtà sulle quali intraprendere "battaglie" interne (anche in senso lato, evidentemente).

La Cooperativa L'Ancora, comunque, riconosciuta come tra le più note nel suo settore, lavora anche per asili nido e scuole materne comunali e provinciali del capoluogo, l'università di Bari, e diversi stabilimenti industriali di Brindisi.

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