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Il carcere di Lecce, Borgo S.Nicola

Il carcere di Lecce, Borgo S.Nicola

Dora non risponde neppure al gip

CAROVIGNO – La drammatica vicenda della morte di Damiano De Fazio, morto bruciato nelle prime ore del mattino del 27 dicembre, sta diventando una farsa mediatica. Dopo la conferenza stampa svoltasi mercoledì scorso, quando il questore Giuseppe Cucchiara ha dato notizia del fermo della donna di Carovigno, con la quale la vittima aveva un rapporto da una quindicina danni (e un figlio), affermando che gli investigatori ritenevano di non dover dare più alcuna notizia, si è scatenata una ridda di ipotesi su giornali e tv, non si capisce alimentata da chi.

CAROVIGNO - La drammatica vicenda della morte di Damiano De Fazio, morto bruciato nelle prime ore del mattino del 27 dicembre, sta diventando una farsa mediatica. Dopo la conferenza stampa svoltasi mercoledì scorso, quando il questore Giuseppe Cucchiara ha dato notizia del fermo della donna di Carovigno, con la quale la vittima aveva un rapporto da una quindicina danni (e un figlio), affermando che gli investigatori ritenevano di non dover dare più alcuna notizia, si è scatenata una ridda di ipotesi su giornali e tv, non si capisce alimentata da chi.

Da un lato l'avvocato difensore afferma ufficialmente di non poter illustrare alcun retroscena della vicenda, essendo in corso ancora indagini, e la stessa cosa afferma il capo della squadra mobile brindisina. Quindi tutto ciò che viene pubblicato dovrebbe essere frutto della fantasia dei giornalisti, secondo tali affermazioni. Un clima che non favorisce una corretta informazione sulla vicenda. Quella conferenza stampa sarebbe stato molto meglio non farla, a questo punto. Una falla da qualche parte c'è sempre.

L'unica notizia ufficiale di oggi è che la 42enne Dora Buongiorno è stata interrogata dal gip Giuseppe Licci nl carcere di Lecce per la convalida del fermo, circostanza in cui la difesa ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere non ricorrendo né il pericolo di fuga, né il rischio di inquinamento delle prove, né la possibilità di reiterazione del reato. L'indagata tuttavia si è rifiutata di rispondere alle domande del giudice delle indagini preliminari e del pm Luca Buccheri, avvalendosi della facoltà concessale dalla legge. Il gip si è riservato la decisione sulla convalida del fermo e sulla richiesta della difesa.

Damiano De Fazio, ridotto ormai ad una torcia umana, fu soccorso nelle campagne di contrada Epifanio a Mesagne da una guardia giurata. Erano le 23,45 circa del 26 gennaio. L'uomo era stato portato lì da qualcuno, cosparso di liquido infiammabile e arso vivo. Aveva lasciato la sua abitazione nell'azienda agricola di contrada Palmarini a Brindisi nel primo pomeiggio dello stesso giorno, era andato a prelevarlo in auto proprio Dora Buongiorno. La famiglia ufficiale della vittima, composta dalla moglie e da cinque figli, non l'ha più visto da quel momento.

Prima di perdere conoscenza, l'agricoltore pare abbia fatto in tempo a parlare di persone di Carovigno quali responsabili di ciò che gli era stato fatto.

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