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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Dormitorio, al Comune nel copia & incolla scrivono canile

Impegnati 10mila euro per pulizia e sorveglianza, ma errore nella determina

BRINDISI – Diecimila euro per le attività di pulizia e sorveglianza nel dormitorio di via Provinciale per san Vito, a Brindisi. Struttura che nel testo della determina sfornata a Palazzo di città viene chiamato “canile”. Errore materiale, ovviamente. Una svista dovuta probabilmente al copia & incolla a cui potrebbero aver fatto ricorso i funzionari del Comune nella stesura del provvedimento, rifacendosi a un atto precedente che attiene a tutt’altro.

Determina dormitorio via Provinciale San Vito-2

Fatto sta che da un lato, l’Amministrazione ha impegnato la somma necessaria per rendere il capannone idoneo a ospitare per la notte gli “extracomunitari muniti di permesso di soggiorno” e le “persone senza fissa dimora”, dall’altro l’errore c’è stato. Per rendersene conto, basta leggere la determina del settore Lavori pubblici adottata il 29 dicembre scorso e pubblicata nella giornata di ieri.

La premessa è che la struttura è autorizzata con capienza massima per “80 posti letto” e che nel corso degli ultimi mesi sono stati svolti “reiterati sopralluoghi del comando della polizia municipale nel centro di accoglienza notturno di via provinciale per san Vito”, all’interno del quale è stata accertata una “compromessa situazione igienico-sanitaria”. Nel testo viene anche ricordato che il commissario straordinario, Santi Giuffrè, con ordinanza dell’8 settembre 2017 ha affidato alla società in house Multiservizi srl “con ogni urgenza e per il tempo necessario al ripristino di uno stato normale di agibilità del dormitorio, i servizi di presidio, custodia e controllo”.

Il copia & incolla è entrato in gioco nel paragrafo successivo, quando c’è stato il riferimento al fatto che “la gestione del canile comunale” (è scritto così) “risulta attualmente affidata alla Multiservizi, gestione per la quale occorre garantire servizi di pulizia e sorveglianza periodica”.

La domanda che più di qualcuno si è posto è come mai nessuno a Palazzo di città si sia accorto della vista prima di mandare in pubblicazione la determina? Possibile che non ci sia stato neppure un dipendente o un funzionario del settore Lavori Pubblici che abbia letto l’atto per intero? In fondo basta solo leggere per apportare la necessaria correzione. E risparmiare l’errore con commenti annessi.

La somma stanziata, pari a diecimila euro, è indispensabile per “una gestione del dormitorio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie”.

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