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Cronaca

Dormitorio per migranti, tensione per gli ingressi: vigile spara in aria

Problemi per l'accesso alle brandine: i posti disponibili sono 114, almeno 50 restano fuori

BRINDISI - Tensione in serata all'ingresso del dormitorio per migranti in via provinciale per San Vito, a Brindisi, in concidenza con l'entrata in vigore del nuovo sistema di regolamentazione degli accessi deciso dal Comune: c'è stato un diverbio che ha rischiato di finire in rissa tra gli extracomunitari ammessi alla struttura del Comune, a fronte di 114 posti letto disponibili dopo la sistemazione dei giorni scorsi, e quelli che rimasti esclusi, una cinquantina, perché sprovvisti del tesserino. E per questo fermati dagli addetti della Multiservizi, società partecipata alla quale è stato affidato il compito di controllare gli ingressi.

dormitorio polizia bis-2

Nel tentativo di riportare l'ordine, un vigile urbano del comando di Brindisi ha sparato in aria un colpo di pistola. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri, gli agenti della sezione Volanti e i finanzieri.  I migranti esclusi dal dormitorio hanno minacciato di dormire in strada, davanti all'entrata della struttura.

Si tratta di ragazzi che lavorano nelle campagne e che oggi, al termine della giornata lavorativa, hanno fatto ritorno a Brindisi chiedendo di entrare nel dormitorio per il quale, proprio in serata, è partita la nuova organizzazione voluta dall'Amministrazione comunale secondo cui è necessario regolare gli accessi con un tesserino. A quanto si apprende il numero delle tessere distribuite è inferiore rispetto a quello dei migranti che chiedono ospitalità.

Il problema è un errore di valutazione da parte del Comune, che contava sull'ospitalità che i datori di lavoro avrebbero concesso agli immigrati impegnati nei lavori agricoli. Così non è stato, e stasera in molti si sono trovati senza un tetto, inscenando di conseguenza la protesta davanti al dormitorio.

Alla fine, per questa notte si è deciso di dare la possibilità ai migranti non autorizzati di stazionare nel cortile del capannone. Domani mattina verrà nuovamente battuta la strada che porta alla sistemazione dei ragazzi "in esubero" presso le strutture messe a disposizione da 5-6 imprenditori agricoli contattati dall'amministrazione comunale. Si tratta però di una soluzione che non soddisfa del tutto i lavoratori, che preferirebbero alloggiare nei pressi del centro urbano, piuttosto che in edifici rurali. 

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