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Marijuana dall’Albania per l’Europa: arrestati sei brindisini

Nei viaggi anche armi: 27 misure cautelari, 90 indagati. Ricostruite le rotte dei traffici: punti di sbarco nel Salento, vendita anche in Germania e Svizzera

BRINDISI – Marijuana, cocaina ed eroina dall’Albania alle coste tra Brindisi e Lecce, su gommoni imbottiti anche di armi e munizioni. Ad attendere i carichi sulle coste salentine, sei brindisini arrestati oggi con l’accusa di traffico internazionale di droga e armi, assieme a 21 cittadini di nazionalità albanese. Tutti ritenuti coinvolti nelle nuove rotte degli stupefacenti, destinati anche al mercato europeo.

I nomi degli arrestati

In carcere: Giancarlo De Simone, nato a Mesagne ma residente a Oria, 52 anni. Ai domiciliari:  Donato Carlucci, 35 anni; (foto a sinistra) Gianfranco Salvatore Santoro(1)-2Contestabile, 51; Salvatore Santoro 51 (a destra), e Giuseppe Vantaggiato, 41, e Francesco Tarantini, 62, tutti e cinque nati e residenti a Brindisi. Sono accusati di aver fatto parte dell’associazione finalizzata al traffico, "occupandosi dello stoccaggio e della successiva commercializzazione.

Contestabile lo scorso anno è stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione, con rito abbreviato, con analoga accusa a conclusione dell’inchiesta chiamata Griko, condotta dai finanzieri di Brindisi.

Donato Carlucci(1)-2

In carcere gli albanesi: Altin Avduramani, 46 anni, residente a Castro; Arben Pazi, 42; Arbinor Hoxhaj (alias Arbi o Il Biondo), 34; Artur Malo (alias Mucaj Artur), 35; Bernard Tahiraj (alias Ben e in precedenza di nome Bernard Shametaj), 35; Bilbil Kabello (alias Bibla), 34; Denis Pashaj, 33 anni; Dino Abazi (alias Loku), 37; Dorian Alikaj (alias Il Contadino o Dori), 34; Dorian Pashaj, 34; Eduat Sallaku, 50; Elvi Xamo (alias Gozhda), 40; Erjon Xhelili, 36; Fatmir Xhelili (alias Miri), 38; Klaudio Fani (alias Klodi), 34; Kristian Nuredinaj (alias Cidhe), 36; Kujtim Elmazi (alias Xhek), 58; Luka Beqiraj (già Kriols), 32; Nertil Gerra, 31; Raul Zenunaj (alias Babo o Babush), 40, e Ajet Cepaj, 50 anni. Giuseppe Vantaggiato (2)-2

L’inchiesta della Dda

Novanta, complessivamente, sono gli indagati. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite all’alba di oggi (martedì 12 febbraio  2019) dai finanzieri del comando provinciale di Lecce, nell’ambito dell’inchiesta "Fior di primavera", coordinata dai magistrati del pool Antimafia. Era in primavera che i gommoni riprendevano le rotte. Alcune riesumate dagli anni del contrabbando, altre attualizzate per consentire il successivo trasferimento della droga e delle armi in altre regioni italiane, Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia e in Europa, tra  Germania e Svizzera. (Nella foto a destra, Giuseppe Vantaggiato)

operazione fiori di primavera 2-2

I 27 destinatari delle misure cautelari sono accusati – a vario titolo – di “associazione per delinquere finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. Le indagini sono partite due anni fa, da uno degli sbarchi di droga intercettato lungo le coste salentine dalle motovedette del reparto operativo aeronavale di Bari. Gli accertamenti condotti anche attraverso intercettazioni telefoniche hanno permesso di delineare quattro gruppi con base operative nel Leccese e ramificazioni da Sud a Nord dell’Italia.

Il video del blitz

I sequestri di droga

Giancarlo De Simone(1)-2Ventisei sono stati gli interventi dei finanzieri in fase di indagine, con l’arresto in flagranza di reato di 31 persone e il sequestro di otto tonnellate e mezzo di marijuana e quasi dieci chilogrammi di eroina e cocaina.

Ruolo di primo piano è stato contestato agli albanesi, accusati di aver organizzato e diretto il sodalizio, occupandosi anche del reperimento di scafisti nel Paese delle Aquile. Nella foto accanto Giancarlo De Simone

Il ruolo contestato ai brindisini

I viaggi avvenivano usando gommoni oceanici carichi di tonnellate di droga. Marijuana soprattutto, quella maggiormente richiesta. Una volta avvenuto lo sbarco, entravano in azione i brindisini, responsabili delle operazioni di “stoccaggio e commercializzazione delle partite di droga”, in “posizione subordinata rispetto agli albanesi”. Aspetto questo, che secondo gli inquirenti, “testimonia quanto le organizzazioni criminali del Paese delle Aquile siano riuscite a insinuarsi con prepotenza nel tessuto criminale locale e nazionale”.

operazione fiori di primavera-2

Il business

Notevole il business: il traffico di droga, unitamente a quello delle armi, avrebbe generato “un vorticoso flusso di denaro verso il Salento e l’Albania”, ricostruito dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria. Lungo questa direzione sarebbero emersi contatti con gruppi criminali anche di stampo mafioso operanti in Sicilia dai quali sarebbe partita la richiesta di stock di droga con pagamenti in anticipo e in contanti.

La collaborazione internazionale

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti nel corso della conferenza che si è svolta begli uffici della Procura generale di Lecce, alla Francesco Tarantini(1)-2presenza del procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, oltre al procuratore di Lecce, Leonardo Leone De Castris, del comandante regionale Puglia e del comandante del Scico della Guardia di finanza. Nella foto accanto Francesco Tarantini

I finanzieri leccesi hanno lavorato in sinergia con le forze di polizia albanesi, riuscendo a scoprire anche i luoghi i produzione della droga. Determinante, quindi, la collaborazione internazionale che ha visto coinvolti i Ministeri della Giustizia e dell’Interno, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, l’Interpol ed il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia grazie ai quali i Finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma della Guardia di finanza, sono riusciti a rintracciare all’alba di oggi i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Diversi albanesi erano riusciti a trovare rifugio nel loro Paese, contando su una rete di appoggi.

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