Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Droga nel Brindisino: otto condanne per 76 anni di reclusione complessivi

La sentenza del gup di Lecce dopo il procedimento con rito abbreviato, poi undici rinvii a giudizio. Per la Dda un'associazione si è occupata del trasporto e dello stoccaggio della cocaina, proveniente da canali albanesi. Parte dei proventi nelle casse della Scu

Cocaina da canali albanesi verso il Brindisino. E parte dei proventi nelle casse della Sacra Corona. Otto imputati sono stati condannati a 76 anni complessivi di reclusione. Il gup del tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, ha letto questa mattina (martedì 9 luglio 2024) in aula, presso Borgo San Nicola a Lecce, il dispositivo della sentenza che riguarda gli imputati che hanno optato per il rito abbreviato (sconto di un terzo della pena in caso di condanna). Contestualmente, ha disposto il rinvio a giudizio per altri undici imputati. La prima udienza si terrà il 4 ottobre 2024 presso il tribunale di Brindisi. Nell'udienza del 15 maggio scorso, la titolare del fascicolo, la pm della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce Giovanna Cannarile, aveva chiesto condanne per 84 anni di carcere complessivi nei confronti degli otto imputati. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla sostituta procuratrice, avevano portato il 6 febbraio 2023 a quattro misure cautelari, su ordinanza firmata dalla gip Giulia Proto.

Le condanne

Di seguito, l'entità delle condanne. Tiziano Di Gioia (50 anni, nato a Brindisi, residente a Tuturano): 20 anni di reclusione; Andrea Di Gioia (46 anni, nato a Brindisi, residente a San Pietro Vernotico): 16 anni; Rocco Panettieri detto "Daniele" (47 anni, nato a San Pietro Vernotico, residente a Brindisi): sette anni e dieci mesi; Giuseppe De Falco (37 anni, nato a San Pietro Vernotico, residente a Brindisi): otto anni e due mesi; Filippo Minelli (49 anni, nato a San Pietro Vernotico e residente a Brindisi): otto anni, in continuazione con un altro procedimento; Giacomo Pulli (40 anni, nato a Lecce e residente a Monteroni): sette anni e otto mesi, in continuazione con un altro procedimento; Alessandro Topputo (44 anni, nato a Brindisi e residente a Porto Cesareo): tre anni e 12 mila euro di multa; Antonio Diviggiano (32 anni, nato a Brindisi e residente a Torre Santa Susanna): cinque anni, quattro mesi e 24 mila euro. Si conta anche l'assoluzione, "perché il fatto non sussiste", a carico di Diviggiano, per un capo d'imputazione riguardante il reato associativo (associazione finalizzata al narcotraffico). Motiviazio

I rinvii a giudizio

La pm Cannarile aveva richiesto il rinvio a giudizio per undici imputati. È stato disposto nei confronti di tutti. Di seguito, chi affronterà il dibattimento: Angelo Carlucci (60 anni, di Brindisi); Salvatore Ciola (52 anni, nato a San Michele Salentino e residente a Cellino San Marco); Tiziano Coccioli (50 anni, nato a Brindisi e residente a Porto Cesareo); Mariano De Vincentis (39 anni, nato a Brindisi e residente a Castelletto Ticino); Biagio Di Gioia (73 anni, nato ad Alcamo e residente a Tuturano); Salvatore Minelli (54 anni, nato a Brindisi e residente a San Pietro Vernotico); Francesco Palazzo (45 anni, di Brindisi); Sergio Pirozzolo (65 anni, di Brindisi); Leonardo Salerno (39 anni, di Fasano); Vito Onofrio Salerno (61 anni, nato a Monopoli e residente a Fasano); Pietro Soleti detto "Piero" (59 anni, di San Donaci).

L'inchiesta

Nell'inchiesta si contano 13 capi d'imputazione, contestati a vario titolo. Gli inquirenti hanno individuato due sottogruppi dediti al narcotraffico. A Tiziano Di Gioia, inoltre, viene contestato anche il 416 bis, l'associazione per delinquere di stampo mafioso. È stato condannato anche per questo capo d'imputazione. Farebbe parte della frangia tuturanese della Sacra Corona, quella che fa capo a Francesco Campana (non coinvolto in questo procedimento). Nell'ordinanza del gip, viene ritenuto "indiscutibile" un particolare: Tiziano Di Gioia "gode certamente della protezione di personaggi di spicco della Scu, si avvale del legame e della vicinanza di persone del calibro di Francesco Campana per poter trafficare, nella zona di Tuturano, grossi quantitativi di cocaina". I collaboratori di giustizia hanno spiegato che Di Gioia avrebbe versato il "punto" - una sorta di tassa sui profitti di natura illecita - proprio a Campana. 

I difensori degli imputati

Il collegio difensivo: Laura Beltrami, Giuseppe Guastella, Dario Budano, Francesco Cascione, Cosimo Lodeserto, Emanuela De Francesco, Daniela D'Amuri, Gianvito Lillo, Ladislao Massari, Paolo Valzano, Vito Birgitta, Stefano Pati, Massimo D'Eredità, Anna Cavaliere, Rosalba Pindinello, Pasquale Morleo e Manuela Greco.

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