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Droga con profumo al gelsomino nei tubolari del gommone: sei arresti a Brindisi

Ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip del Tribunale: sequestrati 250 chili di marijuana e mezzo chilo di cocaina durante le indagini iniziate a gennaio

BRINDISI – Marijuana e cocaina nei tubolari del gommone, con flagranza al gelsomino - ma anche con la sovrapposizione di carburante spalmato nel natante - per nascondere l’odore e restare indenni in occasione dei controlli, soprattutto quelli con i cani antidroga. Tutto è filato liscio sino alla scorsa estate, quando ci fu un grosso sequestro con due arresti, poi all’alba di oggi, nell'ambito di un'operazione battezzata Offshore, sono state arrestate dai carabinieri della compagnia e del comando provinciale di Brindisi altre sei persone con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’ingente quantità. Un settimo indagato in stato di arresto per possesso di 161 grammi di marijuana. 

arresti operazione offshore 2-2

Le cessioni documentate dagli investigatori dell'Arma sono 40, hanno spiegato i carabinieri. Il trasbordo della droga dallo scafo proveniente dall'Albania al battello dei brindisini avveniva al largo di Otranto. Altri due brindisini erano stati arrestati come già detto a luglio in flagranza, mentre operavano il trasporto di un carico di marijuana: Fulvio Lonero, e Massimo Ferrero. Entrambi sono indagati a piede libero nell'Operazione Offshore, ma restano in carcere per i fatti del luglio scorso.

FERRERO Giuseppe, classe 1980-2 IAIA Cesare, classe 1975-2 LAPORTA Cosimo Damiano, classe 1986-2

MAIORANO Pierpaolo, classe 1992-2 LASALVIA Maurizio, classe 1985-3 PANO Mattia, classe 1998-2

L’approvvigionamento di  un chilo di cocaina veniva denominato “un pollo intero”, “…se puoi, portarmi un pollo intero ti do un acconto…”, mentre per  richiedere le dosi di cocaina la frase convenzionale utilizzata era “il motore 350 mi serve, ti faccio uno squillo appena parto”. Il trucco dell'occultamento della droga nei tubolari del gommone fu utilizzato più volte, affermano gli inquirenti.

Gli arresti

Le persone colpite dai provvedimenti restrittivi sono Giuseppe Ferrero, di 38 anni, nato a Mesagne ma residente a Brindisi, fratello del Massimo Ferrero intercettato a luglio con l'ultimo carico gestito dal gruppo; Cesare Iaia, 43 anni, di Brindisi; Maurizio La Salvia, 33 anni, nato nel Torinese ma residente a Torchiarolo; Cosimo Damiano Laporta, 32 anni, di Brindisi; Pierpaolo Maiorano, 26 anni, di Torchiarolo, Mattia Pano, 20 anni, residente a Galatone. A piede libero Michele Pano, 46 anni, residente a Galatone.

LONERO Fulvio Classe 1981-3Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi Stefania De Angelis, su richiesta del pubblico ministero Luca Miceli, partendo dagli elementi acquisti dai carabinieri del Norm. Nel periodo delle indagini, i militari sono riusciti a sequestrare oltre 250 chilogrammi di marijuana spedita dall'area di Valona e mezzo chilo di cocaina, quest'ultima del valore di 20mila euro e di provenienza non albanese, dicono gli investigatori. Droga che se immessa sul mercato avrebbe fruttato ricavi consistenti (nella foto accanto, Fulvio Lonero).

Il video dell'Operazione Offshore

Gli arrestati sarebbero stati i primi, in tutta Italia, a ricorrere ai diffusori profumati per eludere il fiuto dei cani antidroga. Primato evidenziato dai carabinieri, ancora impegnati a Brindisi e provincia in una serie di perquisizioni. Sono 80 i militari, tra i quali quelli del neo costituito squadrone dei “cacciatori del Gargano”. L'operazione è stata coordinata dal maggiore Stefano Giovino comandante della compagnia carabinieri di Brindisi, e dal tenente Marco Colì, comandante del Norm della stessa compagnia, oltre che dal comandante provinciale, colonnello Giuseppe De Magistris che stamani hanno illustrato alcuni particolari del blitz e delle indagini ai giornalisti.

La scoperta

Maggiore Stefano Giovino - Compagnia carabinieri Brindisi-2tenente Marco Colì - Norm Brindisi-2Le indagini erano state avviate nel gennaio del 2018 dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Brindisi, al comando del tenente Marco Colì, dopo una perquisizione condotta dai carabinieri della stazione di Torchiarolo che spalancò la pista culminata nel blitz odierno, ma la prima svolta operata dai militari del Norm fu l'intercettazione di Fulvio Lonero, 31 anni, titolare di una piccola impresa, e Massimo Ferrero, stessa età, autista della Stp, entrambi di Brindisi: fermati il 4 luglio scorso, dopo un controllo sulla provinciale 82, in contrada Trullo (nelle foto a sinistra, il maggiore Stefano Giovino e il tenente Marco Colì).

Colonnello Giuseppe De Magistris - comandante provinciale Cc Brindisi-2Lonero preferì confessare senza riferire i nomi dei fornitori, Ferrero rivendicò la propria estraneità ai fatti: “Non so niente, stavo solo rientrando da una giornata al mare di Gallipoli con gli amici. Ho pure l’infradito”, disse in sede di interrogatorio di convalida davanti al gip che poi firmò l'ordinanza di custodia in carcere. La sostanza stupefacente era divisa in 245 involucri, nascosti nei tubolari del natante, Circostanza che - scrisse il gip Stefania De Angelis -  “consente di ritenere ragionevole che gli indagati abbiano legami con organizzazioni criminali dedite al traffico di droga e che ne ricavino un rilevante profitto”. Il che costituisce indice di “probabile e specifica recidivanza”. Il gip, inoltre, ha evidenziato “la personalità negativa di Lonero e Ferrero, i quali hanno entrambi precedenti penali anche per spaccio di droga” (a destra, il colonnello Giuseppe De Magistris)

La ricerca dei complici

FERRERO Massimo Classe 1981-3Per questi motivi, il gip concluse sottolineando la “spiccata pericolosità sociale”, aderendo alla richiesta di custodia in carcere avanzata dal pubblico ministero Luca Miceli: “Le esigenze di cautela sociale possono essere garantite solo con la misura coercitiva del carcere”, scrisse. Peraltro –aggiunse – le esigenze attinenti alle indagini in corso, legate alla necessità di individuare i complici, potrebbero essere pregiudicate dalla remissione in libertà o dall’adozione di una misura più attenuata” (nella foto a sinistra, Massimo Ferrero)

Nessuna indicazione su chi abbia fornito la droga arrivò da Lonero in sede di interrogatorio. Quel che è certo è che la marijuana era nascosta nel natante trainato sul carrello agganciato alla Honda alla cui guida c’era Lonero. Fu il primo a essere stato fermato dai militari attorno alle 15 dello scorso 4 luglio. Il motore marino montato sul gommone era assicurato con polizza intestata a Ferrero. E Ferrero venne fermato poco dopo, quando i carabinieri notarono che la Honda era seguita da una Fiat Marea. Sembrava stessero proseguendo a staffetta. Sospetto confermato, secondo i militari, dalla circostanza che i due si misero a parlare, quando le auto si affiancarono  prima di prendere strade differenti.

arresti operazione offshore 4-2

I telefonini cellulari

Le perquisizioni personali diedero esito negativo. Anche quelle domiciliari. Furono  sequestri i telefonini cellulari in uso ai due indagati. Di conseguenza, non è escluso, che spunti ritenuti importanti per le indagini siano venuti a galla dalla lettura del registro chiamate e da intercettazioni disposte successivamente, sino ad arrivare alla richiesta di arresti, accolta dal gip. Ferrero è ancora ristretto in carcere. Contatti sarebbero stati accertati con Cosimo Damiano Laporta, residente nella frazione di Tuturano, arrestato e condotto in carcere questa mattina.  

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