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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Droga e armi in casa: arrestato

SAN VITO dei NORMANNI - I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, con l’ausilio delle unità cinofile del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno tratto in arresto in flagranza di reato il 29enne sanvitese Roberto Calò (già noto alle forze dell’ordine). Nel corso della perquisizione domiciliare i militari hanno rivenuto poco meno di 400 grammi di “marijuana”, e due pistole: una “scacciacani” e un lanciarazzi.

SAN VITO dei NORMANNI - I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni, con l'ausilio delle unità cinofile del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno tratto in arresto in flagranza di reato il 29enne sanvitese Roberto Calò (già noto alle forze dell'ordine). Nel corso della perquisizione domiciliare i militari hanno rivenuto poco meno di 400 grammi di "marijuana", e due pistole: una "scacciacani" e un lanciarazzi.

Il blitz è scattato in giornata. I carabinieri, dopo alcuni giorni di osservazione, hanno deciso di procedere ad una perquisizione presso l'abitazione di Calò, là dove erano stati notati alcuni giovani dediti all'uso di sostanze stupefacenti. Alla vista dei militari il ventinovenne, pensando presumibilmente di ingannare il personale dell'Arma, ha consegnato spontaneamente un piccolo involucro con all'interno pochi grammi di "erba" che era custodita in un vano del tavolo del televisore, asserendo di non averne altra.

Il gesto collaborativo però non ha ingannato i carabinieri e ancor meno il fiuto del cane "Iake". Le ricerche sono infatti proseguite anche presso le pertinenze dell'abitazione. Dopo accurati accertamenti sul terrazzo, all'interno di un canale di scolo, ben occultata, è stata così rinvenuta una busta di cellophane con all'interno altra sostanza stupefacente (marijuana).

Altri controlli sono stati eseguiti poi nella camera da letto. E qui sono state invece trovate, occultate in un cassetto dell'armadio, le due pistole prive di tappo rosso. Al termine dell'operazione, Calò è stato quindi condotto presso la Casa circondariale di Brindisi a disposizione dell'autorità giudiziaria e dovrà difendersi dall'accusa di detenzione ai fini di spaccio.

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