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Il pm Raffaele Casto

Il pm Raffaele Casto

Droga e armi: pm, pene fino a 16 anni

BRINDISI - Richieste di pena fino a 16 anni di reclusione, tenuto conto dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato, sono state chieste dal pm Raffaele Casto nel corso del giudizio che si sta celebrando dinanzi al gup di Brindisi, Valerio Fracassi, per droga e armi.

BRINDISI - Richieste di pena fino a 16 anni di reclusione, tenuto conto dello sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato, sono state chieste dal pm Raffaele Casto nel corso del giudizio che si sta celebrando dinanzi al gup di Brindisi, Valerio Fracassi, per droga e armi. Si tratta di due procedimenti distinti frutto di due diverse inchieste in cui v'è stata anche l'esecuzione di ordinanze di custodia cautelare da parte dei carabinieri di Francavilla Fontana, procedimenti unificati una volta arrivati dinanzi al giudice dell'udienza preliminare.

Le richieste di pena sono le seguenti: per Alfonso Leo 15 anni e 6 mesi (10 anni e 4 mesi per droga e 5 anni e 2 mesi per armi); per Maurizio Parisi, 16 anni (9 anni per droga, 7 per armi); Cosimo Tafuri 9 anni; Marco Russo 6 anni e 8 mesi; Giovanni Casella, 6 anni e 4 mesi; Francesco Rosato, 5 anni e 8 mesi; Graziano Russo, 5 anni e 8 mesi; Pietro Molendini, 10 anni; Federica Jasmin Landolfa, 2 anni; Pietro Stea 9 anni; Angelo Di Presa ha patteggiato; Gianluca Della Corte, 7 anni; Giovanni Passiante 6 anni e 8 mesi; Giovanni Resta 9 anni e 4 mesi.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Raffaele Missere, Luca Leoci, Aldo Gianfreda, Ladislao Massari, Michele Fino, Cosimo Di Castri e Cosimo D'Amuri. Sia per le ipotesi di spaccio che per le armi le indagini partono dagli omicidi di Francavilla Fontana. Gli arresti furono eseguiti il 9 gennaio 2013. La coca la chiamavano "bamba" o anche "caffè", l'hascish doveva essere di quello buono, del tipo "Ds+", i pagamenti avvenivano attraverso accrediti su carte prepagate e le contrattazioni erano accordate attraverso Facebook, lo scambio della droga, poi, avveniva alle fermate degli autobus, nei ristoranti, vicino ai centri scommesse nei bar e anche nelle chiese. Gli imputati, secondo l'accusa, avevano messo su un giro di affari che oscillava tra i 30mila ai 50mila euro al mese, la droga - secondo l'accusa - veniva venduta anche ai minorenni.

La droga (marijuana, Hascish e cocaina), veniva acquistata da Brindisi da Molendini e Pietro Stea e rivenduta ai francavillesi, gli incontri per l'acquisto avvenivano nelle stazioni di servizio situate all'ingresso del capoluogo. Durante uno dei viaggi per l'approvvigionamento della droga e precisamente il 18 marzo 2011, a conclusione di un inseguimento sulla statale Brindisi - Taranto furono arrestati in flagranza di reato Angelo Di Presa, Alfonso Leo, Giovanni Casella, Cosimo Tafuri e Marco Russo, perchè trovati in possesso di nove panetti di hascisc da 100 grammi l'uno, e 100 grammi di marijuana già suddivisa in dosi.

Altra vicenda è quella delle armi che coinvolge Leo, Parisi, Dell Corte, Passiante, e Resta e: furono arrestati su ordinanza nell'ottobre del 2011. Erano i custodi di un arsenale che - si è poi scoperto - era stato acquistato per conto della Scu.

 

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