menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Sono 17 quintali di marijuana

Sono 17 quintali di marijuana

Droga e munizioni sullo scafo in avaria

BRINDISI – Quando il peschereccio italiano ha affiancato il motoscafo di appena dieci metri che ondeggiava con i motori in panne, il comandante ha capito che la situazione non poteva essere risolta solo dal suo equipaggio, ed ha chiamato la Guardia Costiera. E’ cominciata così la sequenza di fatti che ha portato ieri mercoledì 7 marzo al secondo grosso sequestro di marijuana nelle acque brindisine. L’altro appena 20 giorni prima,il 16 febbraio, sulla spiaggia di Lido Morelli, nel parco naturale regionale tra i territori di Ostuni e Fasano: 1570 chili di droga. L’intensificazione del traffico di droga nel Canale d’Otranto non è una supposizione, il timore è che con gli stupefacenti viaggino anche armi. Infatti sul motoscafo sono state trovate munizioni cal. 7,62 parabellum, quello del Kalashnikov. Cinque gli albanesi catturati assieme alla loro imbarcazione, ma non è gente che parla.

BRINDISI - Quando il peschereccio italiano ha affiancato il motoscafo di appena dieci metri che ondeggiava con i motori in panne, il comandante ha capito che la situazione non poteva essere risolta solo dal suo equipaggio, ed ha chiamato la Guardia Costiera. E' cominciata così la sequenza di fatti che ha portato ieri mercoledì 7 marzo al secondo grosso sequestro di marijuana nelle acque brindisine. L'altro appena 20 giorni prima,il 16 febbraio, sulla spiaggia di Lido Morelli, nel parco naturale regionale tra i territori di Ostuni e Fasano: 1570 chili di droga. L'intensificazione del traffico di droga nel Canale d'Otranto non è una supposizione, il timore è che con gli stupefacenti viaggino anche armi. Infatti sul motoscafo sono state trovate munizioni cal. 7,62 parabellum, quello del Kalashnikov. Cinque gli albanesi catturati assieme alla loro imbarcazione, ma non è gente che parla.

Dopo la chiamata di ausilio partita dal peschereccio, la Capitaneria di Brindisi ha inviato in zona una sua motovedetta immaginando di trovarsi alle prese con un natante da diporto in difficoltà, comunque rimorchiabile senza particolari problemi sino a terra. Invece i marinai hanno visto chiaramente che i cinque a bordo del motoscafo erano molto impegnati nel lanciare in mare balle di roba non identificata, e a tentare poi di sommergerle. Forse - come suppone la Guardia di Finanza ad alcune ore dalla conclusione dell'operazione - i fucili e il resto delle cartucce erano stati già buttati in acqua. La segnalazione, spiegano il colonnello Vincenzo Mangia comandante provinciale di Brindisi, e il colonnello Amedeo Antonucci, comandante del Reparto operativo navale di Bari, è arrivata da Compamare Brindisi alle "fiamme gialle" attorno alle 16,30: tempestiva, ed ha reso possibile l'intervento che ha condotto al recupero anche della droga.

Per coprire nel più breve tempo possibile quelle quindici miglia nautiche sino alla zona di operazioni, la Sezione navale di Brindisi ha sguinzagliato le vedette veloci Corbelli, ex scafi contrabbandieri nati in un cantiere specializzato di Massa Marittima, impareggiabili per la tenuta alle alte velocità e per questo "arruolati" dalla parte della giustizia grazie alle normative speciali in vigore da quegli anni di fuoco. Poi anche un gommone d'altura. E quando i finanzieri di mare hanno chiuso le manette del gas a poche decine di metri dal motoscafo reso inoffensivo dall'avaria, le balle di marijuana erano ancora per la maggior parte a pelo d'acqua. E' cominciata la lunga opera di ricerca e recupero, mentre la squadra che aveva abbordato il motoscafo arrestava i cinque albanesi a bordo, quasi tutti di Valona, e perquisiva il natante trovando alcuni caricatori di cui l'equipaggio non era riuscito a liberarsi.

Contemporaneamente, anche sulla terraferma i baschi verdi della compagnia pronto impiego frugavano tra spiagge, sterrati ed estensioni di macchia a caccia del gruppo che doveva ricevere, caricare a bordo di automezzi la droga e portarla sino al nascondiglio prestabilito. Ma nessuna traccia. Probabilmente l'operazione di sbarco era stata annullata già poco dopo il guasto ai motori del motoscafo, che certamente risulterà di provenienza furtiva. La Guardia di Finanza esaminerà i tracciati radar per capire da quale punto della costa attorno a Valona sia partito il motoscafo, e spera di individuare anche il punto di sbarco prestabilito, che grosso modo dovrebbe trovarsi sempre a nord di Brindisi.

Degli arrestati si occuperà il pm di turno Valeria Farina Valaori: si tratta di Trifon Dervishaj, 37 anni, con recidiva specifica; Lefter Hoday, 33 anni, già colpito da provvedimento di espulsione dall'Italia, quindi si presume in contatto con la committenza; Andon Seray di 35 anni; Mandi Beliy di 34 anni; Artan Ajazaj di 28 anni. Rispondono tutti di associazione per delinquere in contrabbando internazionale di sostanze stupefacenti, e di concorso in porto e detenzione di munizioni da guerra.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

San Donaci, compie 100 anni: auguri a nonna Giovanna

Attualità

"Me contro te" di Gianluca Leuzzi candidato al David di Donatello

social

Sant'Antonio Abate, il Santo del fuoco tra storia e tradizione

Ultime di Oggi
  • Emergenza Covid-19

    Coronavirus, oltre 1200 nuovi positivi e oltre 1500 guariti

  • Attualità

    Di Rocco: "Così abbiamo riorganizzato la biblioteca in piena pandemia"

  • Economia

    Porto: "Un commissario straordinario per sbloccare le infrastrutture"

Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento