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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Droga e pestaggi, il medico si difende: "Non ho mai coperto nessuno"

FASANO – “Sono totalmente estraneo all’addebito che mi è stato contestato. Non avevo né la possibilità di addomesticare il referto, né l’intenzione di farlo. Quando la sera del 6 ottobre del 2007 arrivò quel ragazzo io non ero di guardia al pronto soccorso dell’ospedale di Fasano”. Leonardo Arnese, 57 anni, medico anestesista, agli arresti domiciliari da lunedì scorso per favoreggiamento personale, è comparso questa mattina dinanzi al giudice per le indagini preliminari di Brindisi, Eva Toscani che ha interrogato, per rogatoria, gli indagati arrestati nell’ambito dell’operazione denominata “Asterix”. Il medico è stato uno dei due indagati a non avvalersi della facoltà di non rispondere.

FASANO - "Sono totalmente estraneo all'addebito che mi è stato contestato. Non avevo né la possibilità di addomesticare il referto, né l'intenzione di farlo. Quando la sera del 6 ottobre del 2007 arrivò quel ragazzo io non ero di guardia al pronto soccorso dell'ospedale di Fasano". Leonardo Arnese, 57 anni, medico anestesista, agli arresti domiciliari da lunedì scorso per favoreggiamento personale, è comparso questa mattina dinanzi al giudice per le indagini preliminari di Brindisi, Eva Toscani che ha interrogato, per rogatoria, gli indagati arrestati nell'ambito dell'operazione denominata "Asterix". Il medico è stato uno dei due indagati a non avvalersi della facoltà di non rispondere.

Assistito dall'avvocato Francesco Gentile, Arnese ha voluto chiarire la propria posizione. "Non ho nulla da nascondere", ha spiegato al giudice, aggiungendo: "La mia condotta è sempre stata trasparente, anche sul piano politico". L'avvocato Gentile, in merito, ha depositato una copiosa documentazione con la quale ha dimostrato che nel corso dei mesi in cui Arnese è stato assessore alle Politiche sociali non ha mai firmato un solo atto che potesse riguardare benefici nei confronti delle otto persone indagate nell'inchiesta "Asterix". A conclusione dell'interrogatorio l'avvocato Gentile non ha fatto nessuna richiesta relativa alla rimessione in libertà del suo assistito in quanto i titolari dell'inchiesta (il gip La Riccia e il pm Santacatterina) sono in ferie.

La sera del 6 ottobre del 2007 al Pronto soccorso dell'ospedale di Fasano arrivò un ragazzo con sospette lesioni alla milza, al cranio e alle costole. Secondo l'accusa Arnese si sarebbe adoperato per non avvisare le forze dell'ordine e per far passare quello che era stato un pestaggio selvaggio in una caduta accidentale. Questo per coprire i componenti della famiglia Gallo (Ugo, il figlio Giovanni autore delle violenze, e la nuora Jeriselda Dane), tutti arrestati, assieme ad altri cinque per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni.

L'altro indagato che non si è avvalso dalla facoltà di non rispondere è Ugo Gallo, difeso dall'avvocato Francesco Saponaro. Gallo ha negato di essere coinvolto nel traffico di droga (è accusato di violazione dell'art. 74 della legge sugli stupefacenti) né in estorsioni. Ha detto che quello che gli viene contestato è un chiarimento con due persone che lo avevano diffamato. Tutti gli altri indagati (Giovanni Gallo, Jeriselda Dane e Angelo Greco, difesi dell'avvocato Umberto Sforza; Francesco Pellegrino e Fiorenzo Schiamone, difesi dall'avv. Angela De Cristofaro; Mauro De Caro, difeso da Francesco Saponaro; e Angelo Milanese, difeso dagli avvocati Francesco e Italo Gentile), indagati tra ieri e oggi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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