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Droga in due garage del quartiere Bozzano. Trovata targa di Bmw rubata dalla concessionaria

La scoperta dei carabinieri nell’inchiesta Tuono: hashish e marijuana in un bidone. Le intercettazioni: “Battimi la zona del magazzino”. La difesa al Riesame

BRINDISI – Due garage di un condominio signorile del quartiere Bozzano diventati “magazzini per la roba” all’insaputa dei proprietari che avevano pensato a un affitto regolare: marijuana e hashish, trovati e sequestrati dai carabinieri nell’inchiesta tenuta a battesimo con il nome di “Tuono”, sfociata nel blitz del 9 febbraio scorso.

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Il retroscena

Tra gli episodi contestati dal gip Stefania de Angelis nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono quelli riferiti alla detenzione di droga che “per eterogeneità, quantitativi e modalità di occultamento, era destinata allo spaccio”. Secondo le risultanze degli accertamenti dei militari, le sostanze stupefacente sarebbero state vendute a Brindisi città, in provincia e anche a Roma, dove uno degli indagati, Walter Margherito avrebbe avuto contatti.

LORE? Giuseppe, classe 1972-2La scoperta dei magazzini risale al 17 e al 28 giugno dello scorso anno: nel primo caso la contestazione è stata mossa nei confronti di Giuseppe Lorè, per il quale il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha ottenuto l’arresto in carcere; il secondo episodio è stato contestato nei confronti di Armando Corsa, Walter Margherito e Antonio Signorile, in concorso, tutti in carcere. I difensori hanno anticipato ricorso al Tribunale del Riesame di Lecce.

I garage diventati magazzini

MARGHERITO Walter, classe 1979-2Secondo l’impostazione accusatoria, Lorè avrebbe preso in affitto in garage “concesso da una donna, dopo che il fratello venne contattato” dall’indagato. Duecento euro al mese, il prezzo concordato fra le parti. La proprietaria, ascoltata dai militari, ha dichiarato di non sapere a cosa servisse quel garage. Lì furono trovati “38 grammi di hashish e 39 di marijuana, in bidoni di colore rosso della capacità di 190 litri”, nonché “tutto il materiale per il confezionamento della droga, tra cui una bilancia e alcuni rotoli di cellophane”.

CORSA Armando, classe 1973-2Nella stessa occasione, i carabinieri trovarono “le targhe anteriori e posteriori, risultate oggetto di furto denunciato in questura, a Brindisi, il 3 maggio 2011, e riconducibili a una Bmw, rubata dalla concessionaria di via Enrico Fermi”. Da qui l’accusa di ricettazione mossa nei confronti di Lorè.

Il 28 giugno 2017, in un garage dello stesso complesso condominiale, furono trovati 21 chili di marijuana: il box, stando alle indagini, venne preso in affitto da Armando Corsa, dopo aver letto l’annuncio su internet. Anche in questo caso, i militari hanno interrogato la proprietaria, del tutto estranea ai fatti. “L’attività di intercettazione e i servizi di appostamento consentivano di accertare che la droga fosse nella disponibilità anche di Margherito e Signorile”.

Gli Sms intercettati

SIGNORILE Antonio, classe 1970-2Nell’ordinanza, il gip ha riportato alcuni messaggi intercettati: Corsa scriveva a Margherito per dirgli “battimi la zona del magazzino”. E ancora: “Hanno levato il catenaccio, non mi piace sta cosa”. Dopo aver appreso dell’arrivo dei carabinieri nel garage di Lorè, Signorile scrisse a Corsa: “E lu sapia iu, ti avevo detto spostiamo tutto”. Corsa contattò un cittadino di nazionalità albanese: “Un casino”.

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