Droga in tour, ultimi interrogatori

CAROVIGNO - “Sì, l’incendio l’ho fatto appiccare io, ma non volevo fare del male ai bambini”. Ha ammesso d’essere stato lui il mandante di quel terribile episodio di fuoco ai danni della ex moglie, Rocco Marrazza, difeso dall’avvocato Alberto Magli.

Rocco Marrazza

CAROVIGNO - “Sì, l’incendio l’ho fatto appiccare io, ma non volevo fare del male ai bambini”. Ha ammesso d’essere stato lui il mandante di quel terribile episodio di fuoco ai danni della ex moglie, Rocco Marrazza, difeso dall’avvocato Alberto Magli, sottoposto agli arresti domiciliari lunedì scorso nell’ambito dell’operazione Tour che ha coinvolto principalmente personaggi accusati di spaccio di droga. Tra i ‘pusher’ c’erano anche, secondo quanto accertato nel corso delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza che ha chiesto al gip l’ordinanza di custodia cautelare, gli esecutori materiali del grave danneggiamento risalente al dicembre del 2011.

Stamani sono stati interrogati dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Licci, che ha disposto il provvedimento restrittivo, i 5 indagati che hanno avuto il beneficio di stare a casa. Martedì scorso erano invece stati ascoltati tutti coloro che si trovano in una cella del carcere di via Appia.

In rassegna, oggi, presso il Tribunale di Brindisi, oltre a Marrazza, anche Selene Carla Spagna (difesa dall’avvocato Donato Musa), Alessandra Baccaro (difesa dall’avvocato Giovanni Zaccaria), Alessandro Giannotti (assistito dall’avvocato Giampiero Iaia) e Bellisario Botticelli.

Qualcuno ha scelto il silenzio, altri hanno fornito parzialissime ammissioni, rigettando per lo più l’accusa di aver ceduto sostanza, lasciando invece intendere che tutto quel trambusto al telefono, in macchina e nell’abitazione di via De Gasperi, a Carovigno, fosse per aggiudicarsi un po’ di droga da utilizzare per soddisfare se stessi.

Tutt’altra storia per il 41enne Rocco Marrazza, anch’egli di Carovigno, estraneo al giro di spaccio ma coinvolto, per via dei contatti intrattenuti con gente che invece secondo l’accusa ci stava dentro, per condotte differenti e comunque gravi. Per l’incendio, ma anche per il reato di stalking, per il quale si è potuto procedere in quanto la ex moglie, madre dei figli, ha denunciato. Secondo quanto Marrazza ha riferito c’erano attriti ormai da tempo, dovuti proprio alla gestione dei figli ai quali “non avrebbe voluto fare del male”.

Figli di cui aveva comunque parlato al telefono con toni tutt’altro che amorevoli. “Quando sono le undici e mezza entra e uccidila di botte”, riferito alla moglie. E poi ancora “al massimo, butta i bambini in una stanza..”, “vai nella stanza da letto e metti fuoco da tutte le parti lo stesso”. I litri di “vino”, alias benzina, erano stati poi vuotati davanti all’ingresso dell’abitazione dove erano state anche appiccate le fiamme da persone rimaste a piede libero ma comunque indagate. La donna e i ragazzi, per fortuna, non erano in casa.

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