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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Droga nel Tir, cade in trappola anche l'uomo di contatto del committente

BRINDISI - Un corriere della droga finito in manette, il proprietario del mezzo sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e marijuana sequestrata per un valore commerciale di circa due milioni di euro. E proprio quest’ultimo è il punto di contatto con la destinazione della sostanza stupefacente sequestrata. Sono questi i numeri dell'operazione condotta nel porto di Brindisi dai militari della compagnia della Guardia di Finanza e dal personale dell'Agenzia delle Dogane tra il 4 e il 5 maggio, 48 ore di indagini nell'arco delle quali prima è finito in manette per traffico internazionale di stupefacenti il 46enne Nanaj Ladosh, nato a Valona, conducente del tir a bordo del quale viaggiavano 359 chili di marijuana, poi il proprietario del mezzo arrivato il giorno dopo a Brindisi.

BRINDISI - Un corriere della droga finito in manette, il proprietario del mezzo sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e marijuana sequestrata per un valore commerciale di circa due milioni di euro. E proprio quest'ultimo è il punto di contatto con la destinazione della sostanza stupefacente sequestrata. Sono questi i numeri dell'operazione condotta nel porto di Brindisi dai militari della compagnia della Guardia di Finanza e dal personale dell'Agenzia delle Dogane tra il 4 e il 5 maggio, 48 ore di indagini nell'arco delle quali prima è finito in manette per traffico internazionale di stupefacenti il 46enne Nanaj Ladosh, nato a Valona, conducente del tir a bordo del quale viaggiavano 359 chili di marijuana, poi il proprietario del mezzo arrivato il giorno dopo a Brindisi.

L'autista era sbarcato dalla nave proveniente da Valona, la Ionian Spirit, il suo mezzo era vuoto e - se non fosse stato per il lavoro d'intelligence dei doganieri guidati da Antonio Matera e dei finanzieri condotti dal capitano Attilio Turco e dal tenente Giovanni Andriani - sarebbe tranquillamente transitato dal porto verso la destinazione finale su cui vige il più stretto riserbo. Solo l'esperienza che spinge gli investigatori a controllare, oggi, con maggiore attenzione rispetto al passato, proprio gli automezzi vuoti ha portato alla scoperta della droga stivata all'interno di una intercapedine ricavata sul tetto del mezzo e quindi difficilmente controllabile. Lo scanner e i cani antidroga hanno fatto il resto portando a scoprire un sofisticato nascondiglio ricavato sul tetto dell'autoarticolato con rimorchio frigo apparentemente vuoto e quindi non soggetto a particolari ispezioni.

Nessun carico di copertura, per questo i controlli - secondo chi aveva organizzato il traffico illecito - avrebbero dovuto essere aggirati agevolmente. Ingegnoso il sistema per nascondere i panetti fatto con sacchi di tela e corde che scorrevano come dei cassetti consentendo il prelievo dell'erba senza particolari difficoltà di smontaggio del nascondiglio organizzato sul tetto, che poteva così essere riutilizzato alla bisogna. Il camionista è stato fermato nel porto intorno alle 20.30 di mercoledì, la marijuana è spuntata fuori intorno alle 23.

Lo sviluppo delle indagini, coordinate dal pm Miriam Iacoviello, ha portato poi al fermo di polizia giudiziaria del proprietario del mezzo arrivato a Brindisi il giorno dopo dalla Grecia con la motonave Ruzgar seguendo un tratta differente rispetto al Tir. L'uomo sulle cui generalità vige il più stretto riserbo non avrebbe fornito spiegazioni esaurienti circa la sua presenza in Italia. L'indagine conferma il comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Vincenzo Mangia, è solo ad un punto di partenza e potrebbe portare a breve a nuovi e clamorosi sviluppi. "Un successo importante - spiega il comandante provinciale delle fiamme gialle - che non trova precedenti negli ultimi tempi, messo a segno grazie al particolare lavoro d'intelligence e dell'esperienza maturata negli anni da finanzieri e personale delle dogane con cui lavoriamo in perfetta sintonia".

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