Cronaca San Pietro Vernotico

Droga, Scu e i traffici del paese: le dichiarazioni del collaboratore di giustizia

Un'inchiesta della Dda di Lecce ha portato nel dicembre 2023 a 14 arresti tra San Pietro Vernotico e Trepuzzi. Nei verbali di un imputato, che ha scelto di collaborare, diversi dettagli sulla realtà locale. Anche l'incendio dell'abitazione di un agente della polizia locale

SAN PIETRO VERNOTICO - Nei colloqui con la sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce Carmen Ruggiero il collaboratore di giustizia Cesare "Alberto" Sorio (37enne di San Pietro Vernotico) ha confermato non solo quanto emerso dalle indagini su due gruppi, sinergici, che sarebbero attivi nel traffico di droga tra San Pietro e Trepuzzi, ma ha offerto una panoramica degli "affari di paese" relativi alla zona brindisina. L'indagine di cui si parla è quella condotta dalla squadra mobile di Brindisi che ha portato al blitz del 12 dicembre 2023, condito da 14 arresti. Di recente, la pm Ruggiero ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di 26 imputati. La relativa udienza preliminare si terrà il 12 luglio prossimo presso l'aula bunker di Borgo San Nicola, il carcere di Lecce. Su questi traffici si staglia, sinistra, l'ombra della Scu.

La "questione" del 416 bis

Per quanto riguarda la contestazione di 416 bis - l'associazione per delinquere di stampo mafioso -, era stata mossa a dieci imputati. Il gip che aveva firmato l'ordinanza, Sergio Tosi, l'aveva esclusa, il Riesame l'aveva confermata in relazione a quattro posizioni. Si sarebbe dovuta tenere la relativa udienza in Cassazione, ma è stata rimandata. Altra premessa: Sorio ha rilasciato delle dichiarazioni, ma queste non vengono mai accettate acriticamente da inquirenti e investigatori, ma devono ovviamente essere passate al vaglio. Il collaboratore di giustizia ha confermato la bontà dell'impianto accusatorio nei confronti di diversi imputati. Poi ci penserà un processo a stabilire la loro colpevolezza o la loro innocenza. Altre dichiarazioni possono portare a nuove indagini, a nuovi spunti. Chiusa parentesi.

A fuoco garage di agente per ritorsione

Il 20 marzo scorso Sorio è comparso davanti alla pm Ruggiero. Ha parlato soprattutto di traffici di droga e ha fatto nomi che sono già coinvolti in questa indagine, oltre ad altri che sono già "noti" in altri procedimenti. Alcune parti sono coperte da "omissis". Sorio ha raccontato un retroscena relativo a un episodio accaduto nel dicembre 2019: un agente della polizia locale di San Pietro Vernotico subì un attentato incendiario. Qualcuno diede fuoco al portone del garage dell'agente. Il collaboratore di giustizia individua l'autore del gesto in un imputato in questo procedimento, Raffaele Pietanza (43 anni). Cosa aveva scatenato l'uomo? Un episodio banale: l'agente aveva semplicemente rimproverato l'attuale imputato per una sosta vietata. Sempre nello stesso verbale spuntano alcuni nomi "di fuori paese". Oria è stata in anni recenti al centro delle cronache per diverse indagini su traffici di droga. Sorio spiega che la cocaina sarebbe stata acquistata, a 40 euro al grammo, nella Città Federiciana. Il "tramite" sarebbe il 43enne Fabrizio Annis, sempre imputato in questo procedimento. 

Incomprensioni e gestione del territorio

Non sempre gli affari sembrano procedere bene. Nel racconto di Sorio c'è spazio anche per una "incomprensione". Il collaboratore di giustizia racconta di un incontro con un Antonio Monticelli (46enne di Campi Salentina, imputato), avvenuto nell'agosto 2023 a Porto Cesareo. Nell'occasione Monticelli si lamentò dei fratelli Annis, spiegando che avevano accumulato nei suoi confronti un debito pari a 7.500 euro. Si parla di droga. L'uomo disse a Sorio che, per la cocaina, avrebbe in futuro potuto rivolgersi a lui. Il 4 aprile 2024 Sorio racconta un altro episodio, con protagonista Massimiliano De Marco (53enne di San Pietro Vernotico, imputato). Dopo la vendita di stupefacente, avrebbe nascosto il denaro in un vano del treno, mezzo da lui usato nell'occasione per spostarsi. De Marco avrebbe avuto a disposizioni chiavi idonee. Sempre lo stesso giorno Sorio racconta di un'altra "incomprensione" con due clienti "storici", che avevano cominciato ad acquistare stupefacente da un'altra persona, di Torchiarolo. Alla fine i clienti, invece di pagare all'uomo di Torchiarolo la somma pattuita, la girarono al gruppo di Fabrizio Annis. Tanto per far comprendere che nessuno "poteva vendere stupefacente sui territorio di San Pietro, poiché era controllato da lui".

Il collegio difensivo: Francesco Cascione, Dario Budano, Danilo Cito, Salvatore Rollo, Giuseppe Guastella, Ladislao Massari, Gianvito Lillo, Giancarlo Vaglio, Giovanni Apollonio, Cosimo Damiano Rampino, Michelangelo Gorgoni, Tobia Caputo, Giovanni Liaci, Anna Centonze e Mario Salvatore Ciardo.

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